Tante novità per Zerocalcare: dal film tratto da La profezia dell’armadillo a Macerie Prime, il suo ultimo libro, presentato al Lucca Comics.

Michele Rech, in arte Zerocalcare, è uno degli autori italiani più discussi di tutti i tempi. Dal suo primo libro a fumetti, La profezia dell’Armadillo, ad oggi, uno stuolo di persone, appassionati di comics e non, ha prestato attenzione ai suoi lavori dai tratti autobiografici, che hanno, fin da subito, trovato nella generazione di suoi coetanei e in quella immediatamente più giovane un pubblico attento a tutte le sfumature del suo tratto e dei personaggi che, negli anni, ha saputo delineare con semplicità e immediatezza.

Zerocalcare

Il parlato quotidiano, contraddistinto dalla cadenza romana e le emozioni trasmesse con purezza e verità che si celano nelle sue vignette, riportano il lettore alla vita quotidiana, quella che, spesso, ci passa davanti come un loop di scene già viste, senza che nemmeno ci accorgiamo di cosa davvero succeda. Senza orpelli né censure, ci si ritrova a guardare in faccia l’uomo comune, non come uno stereotipo di imperfezione e pacatezza, chiuso nel suo grigiore e nella sua vita da medio-borghese, ma come persone reale, verace e insicura, nella sua vita in cui quelle poche certezze esistenti sono, per lo più, destinate a crollare.

All’interno dei suoi lavori, l’animo umano è scandagliato con semplicità e coraggio, quello dell’esploratore che, ispirandosi, per sua stessa ammissione, alle opere francesi, porta sulla carta il disagio di una generazione in bilico tra le lire e l’euro, tra i computer enormi e rumorosi e i cellulari tascabili in cui tutto il mondo sembra, come direbbe una pubblicità, a portata di mano.

Zerocalcare, dunque, si è fatto portatore del sentire comune dei “millennials”, termine che immagino non gli piacerebbe molto utilizzare,  perché, forse, frutto di una schematizzazione eccessiva di una realtà dai contorni vani, indefinita e indefinibile, confusionaria come è l’animo di chi la vive, una realtà fatta di molti se e ma, di tanta introspezione e di ricordi che riaffiorano, portando con sé tutta la potenza della rielaborazione che la mente compie per dare spiegazione ad eventi e, spesso, modificare fatti realmente accaduti.

ZerocalcareIl fumettista stesso ha, talvolta, commentato la sua opera prima pressappoco così: «Scrivere la mia storia in La profezia dell’Armadillo mi ha aiutato molto, perché questo è il mio modo di sistemare i ricordi e capirci qualcosa in più, ma, col tempo, temo che le mie memorie rispetto all’argomento trattato e ai fatti che racconto siano legate più alla fase di lavorazione del libro che al momento in cui essi sono effettivamente avvenuti.»

Insomma, uno spirito complesso e mite, che si infervora, sempre con quella tenera timidezza che lo contraddistingue, quando si toccano dei valori a lui molto cari, come la crisi curda, a cui egli stesso ha deciso di dedicare un “reportage” – altra parola che, spesso, ha detto di non amare – a fumetti, dal titolo Kobane Calling, in cui si indaga non solo uno spaccato storico, ma anche un’esperienza di vita quotidiana dalla prospettiva di un viaggiatore che tocca ben tre città della Turchia, che vive i bombardamenti, che, tramite la passione per la scoperta e la volontà di aiutare queste popolazioni – natagli fin dalla sua prima adolescenza, passata nei centri sociali romani -, entra in contatto con le stesse e, soprattutto, con le famose donne dello Ypj, organizzatrici della guerriglia curda, battagliere che fuggono da un passato di abusi familiari e da un futuro ancora più nefasto, per unirsi alla lotta e apportare il loro speciale e formidabile contributo, con la forza d’animo che solo chi è stato per anni dalla parte delle vittime può avere.

Notizia recente è quella riguardante il decesso di uno dei personaggi più interessanti raccontati dallo stesso ZerocalcareAyşe Deniz Karacagil, detta Cappuccio rosso, giovane combattente condannata a 103 anni di carcere per aver preso parte, nel 2014, alle proteste di Gezi Park, la cui morte appare ancora poco chiara e di cui, probabilmente, non sapremo mai nulla di certo.

Dopo qualche lavoro sul quotidiano La Repubblica, il fumettista autodidatta, torna a far parlare di sé per ben due notizie che lo coinvolgono.

La prima è la presentazione del suo ultimo libro Macerie Prime al Lucca Comics and Games, la fiera del fumetto più grande in Italia, che, ogni anno, attira sempre più visitatori e che ha accolto con una lunghissima coda il nostro Michele, il quale ha speso l’intera giornata di sabato 4 Novembre, al suo stand, firmando le copie della sua nuova opera e facendo i disegni più disparati, per assecondare le richieste -anche quelle più assurde, come disegnare una navicella spaziale a forma di plumcake che bombarda il Vaticano (vi giuro gli è successo davvero!)- dei suoi fan affezionati.

Il nuovo fumetto riprende alcuni dei personaggi più iconici – come il mitico Cinghiale – per, come dice lo stesso artista, “portarli al livello attuale”.

ZerocalcareÈ proprio Zerocalcare, nel suo blog, a rivelarci che “Cinghiale si è sposato” e a farcene vivere il matrimonio, mentre, ai microfoni di Vincenzo Mollica, sottolinea che Macerie Prime affronta la “crisi dei 30 anni”, che gli italiani della sua generazione stanno affrontando, senza, però, sapere come reagire davanti ad un cambiamento che, seppur non epocale come potrebbe sembrare ai più giovani, dovrebbe segnare l’ingresso nella piena età adulta con tutte le conseguenze e responsabilità che ne comportano e che, invece, rimane una sorta di limbo, di “età dei fuoricorso”, per sua stessa definizione, in cui “il posto fisso, un matrimonio, dei figli non sono tappe della vita che ognuno è obbligato ad affrontare, ma che ognuno dovrebbe avere la possibilità di vivere, se ne ha voglia.”, però, “ora come ora, questa possibilità non c’è. Un nuovo sentito e disilluso racconto di una società altrettanto disillusa e reale, che Zerocalcare avrà, sicuramente, saputo affrontare con la sua verve di tragica ironia e netta franchezza che molti gli invidiano.

La seconda notizia, invece, riguarda il campo cinematografico: La profezia dell’Armadillo, finalmente diventerà un film e, sebbene la voce circolasse dal 2014, adesso le riprese sono partite , ma notizie davvero certe intorno alla sua uscita nelle sale ancora mancano. Tutto ciò che possiamo dirvi è che il motore è partito nell’ottobre del 2017 e che, per certo, il personaggio di Zerocalcare sarà interpretato da Simone Liberati, mentre tra i membri del cast spuntano anche il figlio d’arte Pietro CastellittoLaura Morante, Valerio Aprea, Claudia Pandolfi, Teco Celio e la (ex)youtuber Diana Del Bufalo. Infine, nel ruolo di Greta e Secco, due amici di Zerocalcare, nonché personaggi ricorrenti nelle varie storie di cui il libro è composto, troveremo rispettivamente i giovani attori Bianca Di Veroli e Matteo Giordani.

La sceneggiatura della pellicola è stata affidata allo stesso Rech, il quale aveva concluso l’opera già da qualche anno, ovviamente aiutato da un troupe di sceneggiatori professionisti (tra i cui nomi spicca quello di Valerio Mastandrea). Tale ausilio è parso indispensabile al fumettista medesimo, dal momento che: «La sceneggiatura è molto più immediata. Ho capito che quello che faccio io coi fumetti, al cinema non si può riportare, perché un film non si può basare solo sul monologhi lunghissimi.». Inoltre, è stato lo stesso Michele a dichiarare, sorridendo, che il progetto, nel 2016, ha vissuto una sorta di “stato di grazia”, in cui la sceneggiatura era perfetta e completa, ma le riprese non erano ancora nemmeno agli inizi, a causa di mancanza di fondi. La produzione, attualmente, è stata affidata a Fandago e a Rai Cinema, grazie ai quali il progetto è andato definitivamente in porto.

I fan de La profezia dell’armadillo hanno, di certo, grandi aspettative in merito, data l’importanza che l’opera ha rivestito per loro e per la “cultura contemporanea” in cui essa riveste un posto di un certo rilievo, non tanto per il suo livello artistico, quanto per gli insegnamenti a cui resta legata e che lascia trasparire tra le pagine, affinché penetrino nell’animo nel lettore.

Ci auguriamo, perciò, che proprio i fedeli lettori non rimangano delusi, e che, soprattutto grazie alla supervisione di Zerocalcare, la pellicola rispecchi le atmosfere del fumetto e il fine messaggio che esso porta con sé.

Quindi, non ci resta che attendere nuovi sviluppi, augurando tutto il meglio a Michele e al suo film e correndo in libreria per accaparraci una copia di “Macerie Prime” e riflettere, insieme a Zerocalcare, sul precario futuro che ci aspetta e sul modo migliore per affrontare la fine dei vent’anni e tutto ciò ch’essa comporta.

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