Mentre il freddo imperversa su tutto il nostro stivale, riscaldatevi leggendo di questo colorato e caldo modo di fare arte.

Lo yarn bombing (letteralmente “bombardamento di filati”) altrimenti noto con il nome di yarnstorming, guerrilla knitting, urban knitting o graffiti knitting è un tipo di graffitismo o di arte di strada che realizza esposizioni colorate di filati o di fibra a maglia o a uncinetto. Si fa presto così a ritrovarsi la città tutta colorata di filati di lana o di cotone su interi alberi, semafori, autobus, statue e segnaletica stradale. Benché questa sia un’ arte che trasmette allegria e positività agli occhi di chi l’ammira, potrebbe causare guai seri a chi la pratica: gli artisti possono infatti rischiare pesanti multe se non addirittura il carcere per le loro istallazioni che talvolta vengono rimosse poiché considerate atto vandalico. E incredibilmente anche un’ attività così pacata come l’uncinetto, a cui siamo abituati a veder cimentarsi le nostre nonne, diventa inaspettatamente “pericolosa”.

 

Weiche Graffiti - die Strick-Guerilla auf dem Vormarsch

 

Le origini di questa nuova forma di arte underground sono nebulose: due  le ipotetiche origini. Una ritiene che quest’ arte nasca dalla strada, o meglio dalle streets di Minneapolis grazie all’ idea di uno street artist che decise di mettere in pratica i consigli e l’esperienza della nonna nell’arte dell’uncinetto e di coniugarla con la propria fantasia per dare vita a  “Hottea” un progetto ideato insieme ad un altro ex writer con l’intento di scatenare una vera e propria “guerrilla urbana” a suon di gomitoli. “Ho voluto basare il progetto sulla concezione di crescita ed evoluzione. Siamo sempre in crescita come persone e le dinamiche tra persone danno infinite possibilità” così l’artista presunto iniziatore dello yarn bombing commenta la sua idea.

L’altra ipotetica origine dello yarn bombing prende avvio dall’ idea di utilizzare maglioni semilavorati per ornare le maniglie delle porte, partorita dalla mente di Magda Sayeg, titolare di un negozio di abbigliamento in Texas. Sua o non sua la paternità dello yarn bombing, suo è di certo l’ autobus in disuso coperto interamente di maglia all’ uncinetto  esposto ora a Città del Messico.

 

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Ad ogni modo, la nascita di questa colorata e calda forma d’ arte ha fatto ben presto proseliti in tutto il mondo: a New York è celebre il toro simbolo dei rialzi della Borsa dedicato ai poveri e ricoperto di un pesante maglione blu e rosa dell’ artista Agata Olek.

 

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Continuando il nostro tour in giro per il mondo alla scoperta dello yarn bombing, arriviamo nei Paesi Bassi dove le signore dell’ associazione “Knitted Landscape” coprono di rose fatte a maglia le strade cittadine dissestate o i nidi di uccelli abbandonati su vecchie grondaie arrugginite. A Stoccolma, il gruppo Masquerade si attiva di notte per ornare i segnali stradali e i cartelloni pubblicitari con stravaganti e coloratissimi pattern lavorati a maglia.

 

Street Art 2

 

In questo nostro excursus non poteva certo mancare lo yarn bombing in Italia dove quattro sono stati, negli anni, gli esempi più insigni di tale arte.

Tale nuova tendenza artistica internazionale sarà descritta nel documentario “Yarn Graffiti Documentary” che la regista Sarah Gonzalez sta realizzando sul fenomeno Yarn Bombing coinvolgendo come produttore il regista John Moore, con l’obiettivo di far conoscere ed apprezzare questo movimento affinché possa continuare a crescere.

A prima vista questa innovativa forma di street art potrebbe banalmente sembrare un modo gioioso di abbellire oggetti, ma in realtà serve a evidenziare il grigiore e l’ignavia delle istituzioni laddove c’è degrado e malfunzionamento ed è volta a sensibilizzare l’ opinione pubblica in merito a tali problematiche.

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Angela Nimo

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