Sta per arrivare Will & Grace 9! Come ha influito questo telefilm nella lotta all’integrazione e all’accettazione della comunità LGBT? Scopriamolo insieme.

Se siete nati tra gli anni ’80 e ’90 e siete cresciuti a pane, Nutella e sit-com americane, questo è l’articolo che fa per voi! Ebbene sì, oggi si parla di un telefilm che i “millennials” hanno davvero vissuto a pieno e che, a grande richiesta, ritorna con una nuova stagione, fruibile, in lingua originale, a partire dal 29 settembre in esclusiva su JOI, che la manderà in onda in contemporanea con l’America, oppure dal 13 Ottobre, per i più pazienti che vorranno aspettare che venga doppiata in italiano. Ma come, non lo avete ancora capito? Stiamo parlando proprio di una delle sit-com più amate di tutti i tempi: Will & Grace.

Will & Grace

La serie cult targata ’90s è di nuovo sul piccolo schermo, con una imperdibile nona stagione di ben 16 episodi e, state bene attenti, la decima è già in  programmazione. Ma se siete troppo giovani o semplicemente non sapete di cosa stiamo parlando, ecco un piccolo recap delle puntate precedenti.

Come tutte le sit-com che si rispettino, anche Will & Grace ha una trama abbastanza semplice. Ambientata a New York, la serie narra le vicissitudini di un avvocato di successo, Will Truman (Eric McCormack), e della sua migliore amica, Grace Adler (Debra Messing), arredatrice di interni, con cui egli convive in un appartamento nell’Upper West Side di Manhattan. Alle storie dei due coinquilini si alternano quelle dei coprotagonisti Karen Walker (Megan Mullally), donna ricchissima grazie al patrimonio del marito, che lavora, con assoluta svogliatezza, come segretaria nello studio di Grace e Jack McFarland (Sean Hayes), un eccentrico ragazzo, sempre alla ricerca di una occupazione nel campo della recitazione.

Will & Grace

Tutto normale, non trovate? Se non fosse che ben due dei personaggi fondamentali per questo show sono gay: il ricco avvocato e lo squattrinato attore sono, infatti, dichiaratamente omosessuali e ciò ha permesso alla serie di ruotare, nel corso degli anni, attorno a molti dei temi legati al mondo LGBT. Nulla di straordinario sembrerebbe agli occhi dello spettatore odierno, senonché Will & Grace di contemporaneo ha ben poco, dal momento che la serie è nata nel 1998, quando la sottoscritta aveva solo 4 anni e questi argomenti erano ritenuti estremamente delicati e difficili da trattare e sicuramente venivano considerati da telefilm e pellicole molto di meno di quanto accada ai nostri giorni.

Inutile nasconderlo, quando si parla di Will & Grace la questione, per me, diventa personale, nel senso migliore del termine. Ricordo perfettamente che quando ero piccola -avevo solo sette anni quando iniziai a vedere le prime puntate della serie, su Italia 1– mi chiudevo in cucina a guardare lo show come se stessi scoprendo un tesoro nascosto, con la stessa eccitazione dei pionieri, ma anche la paura che qualcuno arrivasse a negarmi la possibilità di continuare tale visione. È vero, per i temi sviluppati e la schiettezza con cui essi vengono narrati, Will & Grace sarebbe stata ritenuta un po’ troppo per “adulti” dai miei genitori, che avrebbero, forse, preferito che guardassi i soliti cartoni animati. Ma, a dirla tutta, sono molto felice di essermi nascosta a sbirciare nelle vite, che mi apparivano folli e completamente fuori dal comune, di Will, Grace, Karen e Jack, perché, forse, è anche grazie a loro, oltre che all’educazione dai miei impartitami, che posso dire di essere cresciuta con una mentalità aperta e non indifferente alle tematiche LGBT e alla protezione delle cosiddette “minoranze”.

Molti, infatti, sono stati gli episodi dedicati a questo argomento. Oltre alla notevole differenza caratteriale tra i due personaggi maschili -l’uno, Will, serio e elegante, sempre impeccabile e preciso nei suoi completi grigi e strenuamente impegnato nel suo lavoro di difensore legale, l’altro, Jack, completamente sopra le righe, assetato di successo o semplicemente di un lavoro-,  è ovviamente da sottolineare come l’approccio alla loro sessualità sia assolutamente diverso. Sebbene entrambi siano aperti in merito a tale argomento, Jack appare molto più disinibito –anche dai trailer della nuova stagione si nota questo suo lato più “sfacciato”, quasi caricaturale, infatti, annuncia spavaldo di essersi iscritto, per tenersi al passo con i tempi, ad un sito di incontri online- rispetto all’amico, che, prima di comprendere di essere gay, stava per sposare la stessa Grace e che con ella, alla fine dell’ultima stagione, cercherà di crescere il figlio di lei, consentendo al bambino  di avere una famiglia. Will & Grace

Ecco, quindi, spuntare i temi dell’accettazione personale e sociale di tale condizione, dell’adozione a omosessuali (single o in coppia), dell’amore a 360 gradi. Uno degli episodi da sottolineare è proprio quello che  vede il tremendo litigio tra Will e suo padre, che, stanco, esclama “Io ti ho sempre accettato per quello che sei, ma se mi stai chiedendo se avessi voluto che la tua vita fosse stata più facile, sì!”, come a sottolineare una situazione sicuramente critica che Will e la comunità che rappresenta sono costretti a vivere, in una società non ancora pronta a una completa apertura mentale e non ancora inclusiva di valori quali piena accoglienza e totale rispetto.

Un telefilm dissacratorio, che tratta tutto con una leggerezza tale da far dimenticare la diversità, da unificare tutti sotto una sola specie: quella degli esseri umani, con le loro debolezze, i loro punti di forza, ma, soprattutto, con la loro enorme dose di difetti. Un telefilm che semplifica concetti che in molti hanno cercato di spiegare con termini forbiti e enormi giri di parole, concetti che, alle volte, sembrano più grandi di noi stessi, poiché siamo abituati a guardarli dall’esterno, ma che, man mano che ci addentriamo nella vita dei quattro improbabili amici, si riducono semplicemente a una parola: normalità. I punti di vista si invertono e viviamo lo sconforto di Grace, lavoratrice single che cerca imperterrita l’altra metà della mela; la disillusione di Karen, una donna ancora bambina, viziata fino all’inverosimile, amata e odiata da tutti per la sua innata schiettezza; la follia di Jack, che, tra un urletto e un passo di danza, ci dimostra come prendersi cura dei suoi amici sia una priorità per lui; infine, la pacatezza di Will, che più di tutti sembra essere dotato di grande equilibrio, ma che si dimostra fragile e suscettibile, nel momento in cui cerca un pieno appoggio da parte dei suoi parenti rispetto alle sue scelte di vita. Un telefilm che possiamo definire inclusivo di vari modelli comportamentali e di vita, ognuno diverso, perso dietro le proprie prerogative, ognuno simile, pronto a chiedere attenzioni nel momento del bisogno.

Will & Grace

Eppure, parlando dell’importanza che Will & Grace ha avuto sulle generazioni passate in merito alla creazione di un primo, seppur embrionale, dialogo con la comunità LGBT, le opinioni che ho raccolto tra i miei amici sono state abbastanza discordanti.

«Eravamo troppo piccoli per renderci davvero conto di cosa stessero dicendo o provando.» hanno sottolineato in molti. Qualcuno, invece, ha aggiunto: «Oltre alla nostra giovane età, ha giocato molto il fatto che, per me, Will & Grace è sempre stato solo un attimo di puro svago. Non l’ho mai visto come satira sociale, solo come momento in cui potevo ridere a crepapelle, anche più di quanto facessi con “Friends”. Magari, rivedendolo adesso, potrei ricredermi.» «Sì, infatti, ma proprio per questo, per il suo essere leggero e divertente, ha reso meglio di molte altre serie e film su questo tema l’idea che l’omosessualità sia un cosa assolutamente normale… Secondo me, ci ha aiutato!» ha ribattuto un altro ancora. «Andavo alle elementari, quando lo vedevo, ma solo sporadicamente -compreso che la mia OTP non si sarebbe mai potuta realizzare, persi interesse nella serie- e molto spesso l’enfatizzare alcuni comportamenti mi dava fastidio: lo stereotipo del gay fin troppo stravagante, che si ritrova in Jack, mi sembrava offensivo nei confronti di chi lo era davvero. Col senno di poi, posso dire che, forse, mi ha messo la “pulce nell’orecchio”, come a dire “Guarda che possono esistere situazioni simili”; del resto, sono sempre stata molto aperta su questi argomenti… Diciamo che Will & Grace, per me, è stata solo una spinta in più.» ha risposto un’ultima parte del mio “campione di studio”.

Nonostante le divergenze, però, tutti sono concordi nel riconoscere l’intramontabile vena ironica dello show che ci farà ridere ancora per molto, soprattutto grazie alla spietata lingualunga di Karen Walker -e alla sua dipendenza dall’alcool-, che, ovviamente, ritroveremo nella nona stagione. È lei, infatti, la più amata dal pubblico: una persona così sfacciata e senza freni inibitori non può non rimanere impressa nella memoria dello spettatore, per non parlare della sua acuta vocina petulante che ha pronunciato alcune delle più iconiche frasi della serie.

Will & Grace

Eppure, anche lei, un personaggio che, a prima vista, sembra quasi monocromatico e senza scrupoli, che tanto si vanta di aver sposato il marito solo per il suo danaro, rimane una persona di cuore, aiutando, a volte senza saperlo – a volte in modo del tutto sbagliato, ma pur sempre in buona fede – i protagonisti della serie e mostrandosi sinceramente scioccata dalla morte (successivamente rivelatasi finta) del marito, svelando, così, il suo lato buono, seppur ben nascosto. “Non so dirti quanto sia stata fondamentale la figura di Karen nella mia vita” mi ha confidato un’amica, “Il suo modo spregiudicato è stato rivestito di innocenza, il che rende ogni sua affermazione quasi ovvia e banale, insegnandoti che nulla è in realtà, così ovvio come si pensa.” Insomma, una vera guida per molti di noi, cresciuti avendola come mito, poiché, come in molti hanno esclamato: “Tratta tutti così male, che, alla fine, viene amata proprio per questo!” Insomma, una cinica dal cuore d’oro, ma non diciamolo in giro, questa rivelazione potrebbe rovinare la sua reputazione.

Tornando alla nona stagione, in realtà, oltre al fatto che rivedremo i Fab Four – che sono apparsi in splendida forma, all’apice del loro carisma e simpatia in una recente intervista al Late Night Show di Jimmy Fallon, dove hanno cantato la sigla iniziale del programma, rieditandola a modo loro-, non si sa molto di più, tranne che, sicuramente, il finale dell’ottava parte di Will & Grace sarà completamente messo da parte. Infatti, il telefilm, nel 2006, anno di chiusura della serie, è terminato mostrando i due protagonisti che si rivedono, dopo ben diciotto anni, mentre portano i rispettivi figli al college. Ben, figlio di Will, e Laila, figlia di Grace, finiscono per innamorarsi e poi, per sposarsi, nel 2026. La situazione, per ragioni di copione, cambierà radicalmente nei prossimi episodi, ma non sappiamo ancora in che modo. L’unica certezza è che rivedremo l’avvocato e l’architetto di nuovo sotto lo stesso tetto e saranno proprio loro a spiegarci cosa è mutato in questi anni, onde evitare di rimanere sorpresi o addirittura di perdere il filo del racconto.

Troveremo, quindi, tutto come lo avevamo lasciato prima dell’ottavo season finale, proprio come è accaduto nel breve episodio girato dai quattro attori per sostenere la candidatura di Hilary Clinton a Presidente degli USA, durante le scorse presidenziali americane, tenutesi nel 2016. Beh, loro ci hanno provato, ma nemmeno tale aiuto è bastato a dare la vittoria alla candidata democratica. Di contro, la mini-puntata ha avuto così tante visualizzazioni su YouTube, che l’idea del re-make della serie sembra essere nata proprio da lì.

Will & Grace

Insomma, Will e Grace continueranno, anche in questo burrascoso 2017, a farci divertire con le loro disavventure quotidiane, coi drammi in amore, con le battute piccanti e gli sketch comici, con la stramba amicizia tra quattro persone completamente agli antipodi, quasi sempre concentrate solo su se stesse, che, sfidando ogni tipo di limite o regola sociale, riescono comunque a volersi bene e a starsi accanto anche nei momenti più difficili e che sono stati capaci di trasmettere allo spettatore di tutte le età l’idea di una famiglia 2.0, che, seppur nella sua “anormalità” – intesa, si badi bene, come distacco dalla tradizione – , si basa sul sentimento più vecchio e radicato del mondo: l’amore.

Quindi, non ci resta che attendere di scoprire quale piega prenderanno le avventure di Will e Grace, Karen e Jack, nei prossimi sedici episodi, che riprenderanno dopo ben undici anni di assenza dalle scene, anni in cui molto è cambiato a livello sociale, ma molto è ancora da fare, soprattutto in un’America divisa tra fazioni completamente opposte, in cui gli stessi governanti non prendono posizioni chiare e aperte in merito alla comunità LGBT o, peggio ancora, ripudiano una cospicua parte della popolazione con parole dure e denotanti una forte arretratezza culturale.

Vedremo, quindi, in Will & Grace 9 una realtà evoluta e all’avanguardia o scopriremo che, sotto il velo dell’apparente modernità, si cela un processo involutivo e dannoso per la pacifica convivenza umana, alla quale tutti miriamo? Cosa sarà cambiato e cosa, invece, sarà rimasto invariato o, addirittura, peggiorato? Lo scopriremo solo sintonizzandoci su JOI, nel frattempo, però, diamo il via ad una maratona delle prime otto stagioni, per prepararci al meglio a questa nuova, straordinaria riedizione di Will & Grace, che ci regalerà piacevoli sorprese e risate assicurate. Ne vedremo delle belle!

Will & Grace

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