Vi presento Christopher Robin, ecco la storia travagliata del “padre” del paladino Disney, Winnie the Pooh e di tutti i suoi dolci amici.

Sulla scia del Natale e del nuovo anno, ecco arrivare al cinema un’ondata di film che, siamo sicuri, riusciranno a intrattenere un variegato pubblico, dai più grandi ai più piccini. Una delle novità più attese è, senza dubbio, la pellicola di Simon Curtis, dal titolo Vi presento Christopher Robin, nelle sale dal 3 Gennaio.

Gli amanti del mondo Disney sapranno già chi sia il Christopher Robin citato nel titolo. Ma chiunque, invece, abbia delle lacune, qui troverà qualche informazione in più.

Vi presento Christopher Robin

Vi presento Christopher Robin è, infatti, un film dedicato ad uno dei giovani protagonisti dell’universo disneyano: il bambino biondo e delicato che si accompagna, nelle sue avventure, all’orsetto più goloso di miele di tutti i tempi, Winnie the Pooh, suo fedele compagno di giochi e tenero amico d’infanzia. Se pensate, però,  che la pellicola sia semplicemente un film per ragazzi, in cui trionfano le buone azioni e il valore dell’amicizia, state evidentemente sbagliando.

Vi presento Christopher Robin narra la storia dello scrittore teatrale A. A. Milne (interpretato da un molto somigliante Domhnall Gleeson) e del trauma che la Prima Guerra Mondiale gli inflisse, costringendolo al trasferimento in quel di Londra insieme alla sua famiglia, composta dalla moglie Daphne (Margot Robbie), dalla balia del figlioletto (Kelly Macdonald) e per ultimo, ma più importante di tutti, proprio dal piccolo Christopher Robin, il figlio di Milne, che lo ispirerà nella scrittura dei suoi romanzi dedicati all’orsetto Winnie the Pooh.

Saranno proprio questi libri a portargli un successo senza precedenti, a partire dal 1926. Come tutti sanno, però, il successo non sempre è fonte di felicità, così, dopo la travagliata esperienza della guerra, la famiglia Milne si troverà alle prese con l’inaspettata popolarità proprio del giovane Christopher Robin, che diverrà una star mediatica suo malgrado.

Come ci viene detto dallo stesso trailer del film, per bocca dell’adorabile bambinaia di Christopher Robin, “Dopo la guerra c’era talmente tanta tristezza, poi è arrivato Winnie the Pooh, ma la felicità che Milne riesce a trasmettere tramite i suoi racconti, che inizialmente sembrano essere apprezzati solo dal bambino, non è capace di intaccare l’ambito familiare.

Vi presento Christopher RobinI colori prevalentemente terrei, sui toni del seppia e dell’ocra, primeggiano nella scelta della fotografia e rendono l’atmosfera lievemente cupa, in cui, una macchia di nero, data dai vestiti indossati dalla tata, sembra essere l’unico punto di forza di una famiglia che si sgretola sotto il peso di una popolarità difficile da affrontare, ma non impossibile.

Non è il successo a distruggere la famiglia Milne, è la famiglia Milne a consumarsi in un successo voluto a tutti i costi, ma che resta sullo sfondo di un asettico quadro familiare che impietosamente dipinge una realtà, quella degli anni ‘20, in cui si privilegia l’apparenza rispetto all’essere. L’amore che lega la madre al suo bambino appare quasi inesistente, così come quello tra Christopher Robin e suo padre, di cui il piccolo si limita ad essere estimatore e indiretto fruitore della sua opera, ma non figlio amato e rispettato nella sua individualità.

Vi presento Christopher RobinNella storia è la balia la vera vincitrice, portatrice di valori casalinghi, che, per quanto attualmente possano apparire desueti nei modi, sembrano veritieri e immediati nella sostanza, la quale rimane, fortunatamente, invariata fino ai nostri giorni. Il vero focolare arde nell’animo della bambinaia, che cerca di riscaldare con il suo amore e i suoi teneri abbracci il piccolo Christopher Robin, che si aggrappa alla vita e alla tenerezza della fanciullezza solo per tramite della sua unica guida dai neri vestiti e della sua fantasia, che lo porta a giocare col pupazzo a forma di orsacchiotto, dal quale non si separa mai.

Vi presento Christopher Robin, a ben vedere, risulta una pellicola dai toni per lo più patetici, ma non per questo meno apprezzabile dal pubblico, che si lascerà coinvolgere dallo smarrimento del piccolo C.R. Milne, tra la folla che lo applaude e le numerose lettere che vengono indirizzate a lui e alla sua famiglia, più che dalla gioia del successo dell’algido A.A. Milne, il quale, in verità, non manifesta mai gioia, ma mera e pacata soddisfazione per la sua opera.

Lo stesso Milne, da un punto di vista umano più che relazionale, esce non del tutto vinto da Vi presento Christopher Robin. Infatti, nonostante non provochi l’empatia dello spettatore come riesce a fare suo figlio, rende esplicito più volte il suo malcontento nei confronti di una guerra che ha subito, non combattuto, e che vorrebbe cancellare, non solo dalla sua memoria, ma da quella di tutti.

La favola che Milne vuole regalare non è quella di un orsetto di pezza che gioca in un enorme bosco insieme al suo amico umano, ma quella di una vita in cui la fantasia e i sentimenti puri possono ancora trionfare, nonostante l’orrore che proprio quegli “amici umani” hanno provocato, combattendo gli uni contro gli altri. Vi presento Christopher RobinUn sogno che Milne, come ci appare dalla pellicola, riesce a regalare al prossimo, ma non a se stesso, ancora troppo scosso dalla follia omicida dei suoi simili, provato da un profondo terrore e sgomento e incapace di esternare i suoi sentimenti nell’ambito familiare, soprattutto nei confronti del figlio Christopher Robin che tanto, di quel sogno e di quell’affetto, avrebbe bisogno.

Questa è la storia di Milne, questa è la storia di molti grandi uomini capaci, col loro genio, di cambiare la vita altrui senza riuscire mai a modificare in meglio la propria.

Un film per tutti Vi presento Christopher Robin che, forse, non resterà per sempre impresso nella vostra mente, ma vi aiuterà certamente a riflette sull’importanza della fantasia come unico mezzo di espiazione del dolore e come catarsi in un mondo avvelenato dal male, e sarà altrettanto in grado di farvi capire che, spesso, i grandi personaggi non sono anche grandi persone.

Vi aspettiamo, dunque, al cinema e vi auguriamo buona visione!

Chiara Ferrante

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