Il film, sulla scia del romanzo da cui è tratto, narra di due fratelli costretti ad attraversare la Francia di Vichy. Il punto di vista di Duguay in Un sacchetto di biglie.

Christian Duguay, famoso regista di Belle et Sebastien. L’avventura continua, torna nelle sale con un nuovo ed emozionante film sulla Francia: Un sacchetto di biglie.

Tra gli interpreti ci sono Dorian Le Clech, Batyste Fleurial, Bernard Campan e Patrick Bruel.

Il film trae ispirazione dall’omonimo romanzo autobiografico di Joseph Joffo.

Trama

La pellicola porta lo spettatore indietro nel passato, al tempo della Francia del governo di Vichy durante l’occupazione nazista. I due protagonisti sono due giovani fratelli ebrei, Joseph e Maurice. I due partono da Parigi per un viaggio attraverso tutta la Francia. Il padre li mette in guardia riguardo l’attuale situazione politica e il pericolo di ammettere di essere ebrei. Proprio la figura del padre qua viene analizzata e resa in modo migliore rispetto all’omonimo film del 1975 di Jacques Doillon.

A differenza del libro, Duguay usa il punto di vista di Joffo bambino, e non quello dell’adulto testimone. Questo cambiamento di prospettiva rende il film più delicato e ingenuo.

Francia: un sacchetto di biglie

I due fratelli dovranno attraversare la Francia tra stenti e fatiche. Verranno in contatto con la disperazione e la distruzione portate dalla guerra. Tuttavia ogni passo in avanti contiene la grande speranza di poter ricongiungersi alla famiglia. La motivazione di vivere e la speranza di riabbracciare i propri cari guidano in duo attraverso le avversità.

Il sacchetto di biglie diviene quindi la metafora di questa storia: le biglie lungo il cammino vengono divise da cause esterne, ma le due che stano assieme continuano a rotolare incessantemente verso la meta, con la speranza di ritrovare le altre. Diventa il simbolo di un’infanzia non perduta, ma che deve attraversare molteplici prove e difficoltà per arrivare alla maturità adulta.

Lo sguardo del regista permette anche agli spettatore più giovani di entrare in contatto con i due protagonisti poiché le vicende vengono narrate con un tono piacevole. L’assenza di un punto di vista eccessivamente melodrammatico e storico rende il film più leggero e d’attualità.

Film molto raccomandato, nel cinema a partire dal 15 gennaio!

A proposito dell'autore

Studentessa di storia, laureata in Management per i beni culturali e con un master in visual merchandising. Viaggi, cibo, libri, arte, cinema e moda sono le mie grandi passioni. Sono sempre alla ricerca di nuove fonti d'ispirazione nel panorama artistico contemporaneo, e ho un'inarrestabile curiosità. Vivo tra Parigi e la bella Venezia, e il mio cuore si divide tra una corsa in metro e un tramonto sulla laguna.

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