Dire “vivere l’arte” non è solo un modo per invitare le persone a frequentare i musei, a Mugnano, lo sanno bene, tanto che ne hanno riempito il borgo.

Dove mi ha portato questo mese la mia rubrica itinerante? A Mugnano, in una regione che ha fatto dell’arte la sua essenza, l’Umbria, ed ha dato i natali a grandi artisti come il Perugino, Giotto, Cimabue, Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio. Il loro inconfondibile segno ha marchiato città come Perugia, Assisi, Orvieto. Ogni angolo della regione conserva la testimonianza artistica di un passato affascinante, ma da spazio anche alle più interessanti forme di arte contemporanea. Scopriamo insieme la bellezza dell’Umbria e le sue caratteristiche principali.

L’Umbria  è una regione dell’Italia centrale di 891.181 abitanti, posta nel cuore della penisola e con una superficie di 8.456 km². L’idrografia offre il quarto lago naturale più esteso d’Italia, il Trasimeno, nonché il lago di Piediluco e il bacino artificiale di Corbara. In questa regione scorrono, inoltre, molti torrenti di ridotte dimensioni e numerosi fiumi tra cui spicca il Tevere.

Il capoluogo regionale è Perugia, che è provincia insieme alla città di Terni. I centri maggiori, oltre ad essi, sono Foligno, Città di Castello, Spoleto, Gubbio, Assisi, Bastia Umbra, Orvieto, Marsciano e Todi. La regione confina ad est e a nord-est con le Marche, a ovest e a nord-ovest con la Toscana, a sud e sud-ovest con il Lazio. Inoltre, con appena 92 comuni, l’Umbria è la regione d’Italia a statuto ordinario con meno comuni su tutto il territorio nazionale.

Ma passiamo all’arte, la passione che mi ha portato a visitare un caratteristico borgo ricco di straordinari dipinti.

Vicino Perugia e poco distante da Magione, nei pressi del Lago Trasimeno, si trova Mugnano, piccolo ma pittoresco borgo circondato dalla campagna umbra. L’abitato trae origine da insediamenti del II secolo a.C. cui fece seguito la costruzione, tra il IX e il X secolo, di una fiorente abbazia benedettina. A protezione dei beni e della popolazione locale, nel XIV secolo fu costruito il castello con le sue mura perimetrali e il maestoso maschio cui si sovrappose, nel XVIII secolo, la torre campanaria. Nel Settecento, poi, all’interno dell’antico castrum si insediò la confraternita del Santissimo Sacramento.

Nel borgo, in un’atmosfera quasi surreale, si snoda il percorso  dei “muri dipinti”, un’esposizione permanente di grande interesse, realizzata da artisti italiani e stranieri su idea del pittore Benito Biselli. L’originalità delle pitture, i temi trattati, gli stili e le tecniche usate danno voce ai diversi linguaggi dell’arte sconfinando dal figurativo all’informale e regalando alle vecchie mura forme e colori.
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Mugnano cominciò ad interessare la critica negli anni settanta del Novecento, quando nel borgo furono organizzate quattro mostre di alto livello in cui  esponevano temporaneamente importanti artisti. Nel corso degli anni l’idea cambiò trasformando l’evento da temporaneo a permanente. Nel 1983 fu organizzata “In…contriamoci a Mugnano” una grande festa paesana, ora con cadenza annuale, che oltre a proporre sapienti piatti di enogastronomia locale, arricchì per la prima volta l’antico nucleo architettonico, i piccoli vicoli e le piazzette con opere d’arte moderna permanenti. Quell’anno furono chiamati i primi otto pittori locali che realizzarono, infatti, altrettanti murales suscitando gran fervore di critica.

I dipinti sono realizzati con tecniche e materiali differenti secondo le scelte personali degli artisti: ognuno di loro possiede un’idea di arte che manifesta tramite le proprie scelte di stile rendendo così il percorso all’interno delle mura un pretesto per una riflessione sulle differenti strade che l’arte ha percorso negli ultimi decenni.

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Nel 2008, in occasione del venticinquesimo anniversario dalla realizzazione dei primi murales, tutte le opere sono state sia arricchite di un impianto di illuminazione a risparmio energetico che permette di ammirarle anche di notte, sia restaurate per migliorarne la conservazione nel tempo.

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L’intero centro storico è diventato, così, oltre che una testimonianza viva della storia passata, un luogo unico da visitare e ammirare.

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