In che modo celebrare la donna oggi? Ricordare la storia di donne eccezionali che con il loro trascorso ci hanno lasciato messaggi di forza e di amore

First lady coraggiose, attrici indimenticabili, astronaute da record spaziali: la storia passata e recente è ricca di storie di donne eccezionali, così avvincenti da essere narrate anche dalla letteratura biografica. Da questa abbiamo selezionato sei romanzi che ripercorrono la vita e le esperienze di: Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Samantha Cristoforetti, le astronaute afroamericane della Nasa, Gianna Nannini e la Regina Elisabetta. Sono personalità diverse tra loro, ma accomunate tutte dal fatto di aver lasciato una traccia del loro passaggio.

Abbiamo deciso di ricordarle nel giorno della festa della donna, anche se il loro è un segno che ci accompagnerà per sempre.

“La mia storia” di Marilyn Monroe

donne eccezionali

Marilyn Monroe: una diva immortale, una bellezza eterna catturata nelle fotografie, colei che ha fatto impazzire anche gli uomini della famiglia Kennedy e che, a cinquant’anni dalla sua morte, non smette di far sognare gli uomini di tutto il mondo.

Descrizione:

All’inizio del 1954 Charles Feldman, agente di Marilyn Monroe, contatta Ben Hecht, uno dei più grandi sceneggiatori di Hollywood, per incaricarlo di scrivere “la prima autobiografia di Marilyn”. Per un paio di mesi l’attrice e il suo ghostwriter si incontrano. E quella che doveva essere soltanto un’operazione commerciale per la diva in ascesa si trasforma in una lunga confessione senza filtri: l’infanzia negata, le prime esperienze sessuali, la contraddittoria consapevolezza della propria bellezza, l’ingresso a Hollywood, il matrimonio con Joe Di Maggio e il tour in Corea in visita alle truppe americane. Pubblicata solo nel 1974, dodici anni dopo la tragica scomparsa, “My Story” tesse una sorta di controcanto alla cornice aneddotica del mito che da sempre ha circondato Marilyn: la bambina ferita, l’adolescente abusata, la ragazza sfruttata, la donna depressa. In realtà lo sguardo della piccola Norma Jean, che Marilyn cerca per tutta la vita di coprire, non è diverso da quello dell’attrice che tenta disperatamente di sfondare a Hollywood. C’è la stessa levità dei sogni ad occhi aperti di Norma nel modo in cui Marilyn descrive il mondo luccicante del cinema, non meno cinico di quello che aveva conosciuto da bambina, ma verso il quale nutre comunque una benevola comprensione. Marilyn è consapevole, in fondo, che dietro il volto patinato di Hollywood si nasconde una tragica fragilità, la stessa che c’è in lei, dietro la bellezza accecante che l’ha resa famosa. Prefazione di Joshua Greene.

“Jackie” di Elfriede Jelinek

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Jackie è la first lady dal cappotto rosa che, all’invito di cambiarsi l’abito macchiatosi del sangue di suo marito, il presidente americano John Fitzgerald Kennedy assassinato a colpi di pistola mentre era a bordo della berlina presidenziale accanto a sua moglie, si rifiutò con le parole “Voglio che vedano cosa hanno fatto a John” . Jackie Kennedy è stata un modello di coraggio e contegno che le ha fatto guadagnare l’ammirazione di tutto il mondo. Le sue gesta, a 23 anni dalla morte dovuta a un tumore, le ritroviamo oggi al cinema in una pellicola (“Jackie”) interpretata da Natalie Portman.
«Jacqueline Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà», ha scritto di lei il London Evening Standard .

Descrizione:

Nel monologo Jacqueline Kennedy si rivolge al lettore situata in un altrove che non è la vita, dalla quale si è già congedata, e nemmeno un tradizionale aldilà trascendente, ma piuttosto l’indistinto immaginario in cui questa figura continua a esistere nell’epoca della comunicazione di massa. Nel dramma non troviamo infatti un personaggio colto in un momento centrale della sua esistenza, e nemmeno la coerente narrazione retrospettiva, svolta in prima persona, di una vita giunta al suo termine. Jackie parla al presente, come se gli avvenimenti a cui ha preso parte continuassero a svolgersi incessantemente. In un certo senso la sua voce sembra un commento fuori campo a una serie di celebri sequenze filmiche e fotografiche presenti nell’immaginario collettivo, fondamento della diffusa costruzione mitografica di Jacqueline Kennedy.

“Nello spazio con Samantha” di Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli

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Samantha Cristoforetti è stata la prima donna italiana e la terza europea a volare nello spazio, dove ha trascorso 199 giorni e 18 ore per condurre esperimenti scientifici. L’attenzione dedicatele dai media l’ha fatta diventare un volto familiare a tutti, un  motivo di orgoglio patriottico e una dimostrazione dell’eccellenza italiana al femminile.

 Descrizione:

Samantha Cristoforetti racconta la sua straordinaria esperienza: passare circa duecento giorni nello spazio a bordo della Stazione spaziale internazionale, la più grande navicella spaziale mai costruita dall’uomo. Come si è preparata a una missione così importante, com’è diventata astronauta, com’è fatta la Stazione spaziale e da chi è composto l’equipaggio? Il racconto diventa poi cronaca quotidiana della sua vita nello spazio: quando si è in orbita come si fa a dormire, lavarsi, passeggiare? Perché sembra che si voli? Che effetto fa vedere la Terra da lontano e quali esperimenti scientifici si possono fare in assenza di gravità? Samantha ne parla con Anna, una ragazzina che ha vinto un concorso indetto dall’Agenzia spaziale europea e ha la possibilità di incontrarla prima della partenza, di scriverle delle mail durante la missione e di rivederla al suo ritorno. Tra esperimenti, quinoa e pesci fluttuanti, canzoni e tecnologia iperavanzata, osservazioni della Terra e delicati stati d’animo, Anna e i lettori ascolteranno dalla voce di Samantha la più incredibile delle avventure: andare nello spazio.

“Il diritto di contare” di Margot Lee Shetterly

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All’epoca della segregazione razziale e della corsa allo spazio tra l’America e l’Unione Sovietica, “Il diritto di contare”, come esseri umani e come matematiche, è un libro che racconta la storia di quattro scienziate afroamericane che fecero la storia. Uno scorcio di passato che ci permette di comprendere meglio un presente in cui la lotta per le pari opportunità non è ancora conclusa.

Descrizione:

Se John Glenn ha orbitato intorno alla terra e Neil Armstrong è stato il primo uomo a camminare sulla luna, parte del merito va anche alle scienziate della NASA che negli anni Quaranta elaborarono i calcoli matematici che avrebbero permesso a razzi e astronauti di partire alla conquista dello spazio. Tra loro c’era anche un gruppo di donne afroamericane di eccezionale talento, originariamente relegate a insegnare matematica nelle scuole pubbliche “per neri” del profondo Sud degli Stati Uniti. Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden furono chiamate in servizio durante la Seconda guerra mondiale a causa della carenza di personale maschile, quando l’industria aeronautica americana aveva un disperato bisogno di esperti con le giuste competenze. Tutto a un tratto a queste brillanti matematiche e fisiche si presentava l’occasione di ottenere un lavoro all’altezza della loro preparazione, una chiamata a cui risposero lasciando le proprie vite per trasferirsi a Hampton, in Virginia, ed entrare nell’affascinante mondo del Langley Memorial Aeronautical Laboratory. E il loro contributo, benché le leggi sulla segregazione razziale imponessero loro di non mescolarsi alle colleghe bianche, si rivelò determinante per raggiungere l’obiettivo a cui l’America aspirava: battere l’Unione Sovietica nella corsa allo spazio e riportare una vittoria decisiva nella guerra fredda. Sullo sfondo della lotta per i diritti civili e della corsa allo spazio, “Il diritto di contare” segue la carriera di queste quattro donne per quasi trent’anni, durante i quali hanno affrontato sfide, forgiato alleanze e cambiato, insieme alle proprie esistenze, anche il futuro del loro Paese.

“Cazzi miei” di Gianna Nannini

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Un’icona del rock italiano, un’artista che ha attraversato diverse generazioni, una stella non ancora tramontata che sforna successi dietro successi, un emblema della buona musica italiana:  è Gianna Nannini, che ha deciso di ripercorre la sua carriera in un libro dal titolo irriverente,  “Cazzi miei”, nome perfetto per la cantante spregiudicata di “America”.

Descrizione:

“Ci ho lavorato ma è dura in tour, come sai, due ore e mezzo di concerto e nei giorni off poi sono senza forze. Ma è bellissimo, mai stata così!… Mentre sto scrivendo, sento i polpastrelli sbriciolarsi dalla voglia che ho di raccontare.” Così scriveva l’autrice di questo libro al suo editor che le chiedeva notizie. Eh sì, Gianna ci ha lavorato eccome, al suo testo, e in quella lettera confessava emozionata tutta la sua gioia di scriverlo. “Cazzi miei”, lo scoprirete leggendolo, è molto più di un libro autobiografico, molto più di una confessione: è una seduta di psicoterapia. Frenetica, drammatica, violenta e autolesionista. Il dialogo è tra lei, china sul computer, e se stessa, la Nannini innocente e vulnerabile dei primi anni Ottanta, travolta dal successo di Fotoromanza e dalle pretese dell’industria discografica. Ma è anche un dialogo tra lei e i suoi fan, il suo pubblico adorato, i suoi lettori. Ai quali sente il bisogno di raccontare le sue “morti” e le sue rinascite, i momenti bui, le paranoie, gli incubi, la lunga scia di incidenti, gli inevitabili conflitti familiari, la lotta senza quartiere contro un misterioso. Qualcuno che vuole distruggerla. E infine l’approdo a un equilibrio, la riappacificazione con la vita, la gioia indescrivibile di mettere al mondo una figlia…

“Elisabetta, l’ultima regina.” di Vittorio Sabadin

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Elisabetta II è la regina più longeva della storia della Gran Bretagna, con un regno che, nel 2017 , ha compiuto 65 anni d’età: ricorrenza che la regina non ha mai festeggiato, perché la sua ascesa al trono, nel lontano 6 febbraio 1952, coincise con la morte del padre Re Giorgio VI.  È la regina dai completi sgargianti e dall’immancabile borsetta che, forse non tutti lo sanno, usa per lanciare messaggi in codice. Simbolo del suo paese, amata dai suoi sudditi, la regina ha fatto recentemente parlare di sé per la sua assenza in alcune occasioni ufficiali , come l’ultima messa di Natale a Norfolk, che hanno fatto nascere sospetti sul suo stato di salute. La sua vita è stata ripercorsa in un libro pubblicato nel 2015 da Vittorio Sabadin.

Descrizione:

Il 10 dicembre del 1936 Edoardo VIII rinuncia al trono d’Inghilterra per amore dell’americana Wallis Simpson. Il nuovo sovrano è suo fratello “Bertie”, Giorgio VI, padre di Elisabetta e Margaret. In quei giorni la piccola Margaret, che ha solo sei anni, chiede alla sorella maggiore: “Questo significa che poi diventerai regina anche tu?”. “Suppongo di sì”, risponde Elisabetta, improvvisamente molto seria. E Margaret commenta, candida: “Povera te”. Quasi ottant’anni dopo, il 9 settembre 2015, la regina Elisabetta II ha superato il record del regno di Vittoria, durato 63 anni e 217 giorni, divenendo il sovrano che ha regnato più a lungo nella storia della Gran Bretagna. Vittorio Sabadin racconta la straordinaria vita di Elisabetta: la lunga storia d’amore con Filippo di Grecia, dal loro primo incontro, a bordo dello yacht reale, quando lui era soltanto un giovane allievo ufficiale della Marina e lei aveva appena tredici anni, sino ai festeggiamenti per le loro nozze di diamante (unici reali nella storia inglese a raggiungere il traguardo); il complesso rapporto con il figlio Carlo e con “la principessa del popolo”, Diana; le relazioni, non sempre facili, con i capi di Stato stranieri e con i premier inglesi – memorabili i contrasti con Margaret Thatcher e Tony Blair. Una biografia curiosa e documentata, che intreccia i grandi eventi storici e gli aneddoti più intimi e personali, restituendo un ritratto spesso sorprendente della Regina.

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