Il Castello di Novara ospita una mostra sulla collezione privata di Vittorio Sgarbi, offrendo un ampio sguardo sull’arte italiana dal ‘400 all’800.

Il 21 settembre scorso è stata inaugurata, nella città città di Novara, una mostra dedicata alla raccolta di opere di Vittorio Sgarbi, mostra che si protrarrà fino al prossimo 14 gennaio del 2018. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi è una mostra dedicata a Rina Cavallini, madre di Sgarbi, e vuole dar conto in primis alla peculiare e complessa geografia artistica della nostra nazione, partendo dal Rinascimento e arrivando al Neoclassicismo.

Chi è Vittorio Sgarbi?

Si tratta semplicemente del più famoso critico d’arte e storico italiano. Sgarbi si è laureato in Filosofia con specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Bologna. Membro come storico dell’arte, direttore e coordinatore della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Paleoantropologico della città di Venezia, è diventato col tempo saggista e conduttore televisivo. Ha collaborato con diversi quotidiani e riviste specialistiche: “Bell’Italia”, “Il Giornale”, “L’Espresso”, “Panorama”, “Restauro & Conservazione”, “Oggi”, “Arte e Documento”.

Vittorio Sgarbi

Tra le tante onorificenze, è stato membro della Commissione delle attività culturali del Comune di Cremona, della Commissione per le attività culturali del Comune di Lecce, commissario per le arti e il restauro architettonico della città di Padova di cui ha curato i cataloghi sulle mostre di Giotto e di Donatello, direttore del Festival Teatrale di Asti nell’anno 2000. È attualmente il presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del V centenario della nascita di Francesco Mazzola detto il Parmigianino, presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del V centenario della morte di Andrea Mantegna. Nel mese di gennaio 2003 è stato nominato con decreto ministeriale, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino.

La mostra

Vittorio Sgarbi capisce che quadri e sculture possono essere più divertenti di quanto si possa pensare. Questa illuminazione scaturisce dall’incontro con Mario Lanfranchi, collezionista maestro perfetto, il primo dei tanti da lui incontrati dopo aver abbandonato il dogma universitario che lo aveva indotto a guardare le opere d’arte come beni spiritualmente universali ma materialmente indisponibili. Così, dal 1983, incrociando il San Domenico di Niccolò dell’Arca, Sgarbi decide che non avrebbe più acquistato ciò che era possibile trovare, di cui si poteva presumere l’esistenza, ma soltanto ciò di cui non si conosceva l’esistenza, per sua natura introvabile, anzi incercabile.

 

Vittorio Sgarbi

Come lui stesso afferma: «La caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative.» Da questo irrefrenabile impulso, strettamente connesso all’irrinunciabilità della bellezza e al profondo amore per la propria terra, da questo collezionismo rapsodico, originale, che ambisce a rapporti esclusivi con le opere come persone viventi, è sorta, incontro dopo incontro, una vera e propria summa dell’arte italiana, tra pittura e scultura, dal XIII secolo ai giorni nostri.

Vittorio Sgarbi

Il coltivato assortimento e accanimento che riflette la cultura ampia e multiforme di chi ha rintracciato, acquisito, studiato e in ultimo protetto i preziosi tasselli che lo compongono, vengono raccolti in Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi. Come osserva il curatore della mostra Pietro Di Natale: “l’arte ha una funzione culturale, è autenticamente cultura animi, e per questo non è solo utile, ma anche necessaria nel percorso di ogni uomo. Una collezione d’arte privata è dunque la fondazione di un sistema simbolico, la creazione di una palestra per l’anima, un luogo dove si materializzano scelte intime, meditate e, talvolta, sofferte. Sovente si dimentica che la sua più alta vocazione sia quella di accogliere il pubblico, di offrirsi agli sguardi, di raccontare la propria storia”.

Al Castello di Novara, che ospita la mostra, sono esposte oltre 120 opere, tra dipinti, disegni e sculture, dalla fine del Quattrocento all’Ottocento. Sono rappresentate ne Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi le principali scuole italiane: lombarda (Giovanni Agostino da Lodi, Morazzone, Schivenoglia, Francesco Hayez), marchigiana (Johannes Hispanus, Cola dell’Amatrice, Battista Franco, Giovanni Francesco Guerrieri, Simone Cantarini, Andrea Lilio, Sebastiano Ceccarini, Giovan Battista Nini, Francesco Podesti), veneta (Pietro Liberi, Johann Carl Loth, Simone Brentana, Enrico Merengo), ferrarese (Nicolò Pisano, Garofalo, Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Sebastiano Filippi detto Bastianino), emiliana e romagnola(Niccolò dell’Arca, Francesco Marmitta, Ferraù Fenzoni, Guercino, Matteo Loves, Guido Cagnacci, Anna Morandi Manzolini, Giacomo Zampa, Mauro Gandolfi), toscana (Giovanni Martinelli, Giacinto Gimignani, Pietro Paolini, Simone Pignoni, Alessandro Rosi, Onorio Marinari, Giuseppe Moriani, Pietro Balestra, Giovanni Duprè), romana (Cavalier d’Arpino, Artemisia Gentileschi, Pseudo Caroselli, Bernardino Nocchi, Giuseppe Cades, Antonio Cavallucci, Innocenzo Spinazzi, Agostino Masucci).

Vittorio Sgarbi

L’avvincente percorso offrirà al visitatore un’ampia panoramica sulla natura e sulla funzione di dipinti e sculture, nonché sui soggetti affrontati dagli artisti, da quello sacro, alle raffigurazioni allegoriche e mitologiche (Ignaz Stern, Simone Pignoni, Filippo Comerio, Vincenzo Morani), dal ritratto (Lorenzo Lotto, Luciano Borzone, Philippe de Champaigne, Ferdinand Voet, Baciccio, Pier Leone Ghezzi, Giorgio Domenico Duprà, Giovanni Antonio Cybei, Giacomo de Maria, Lorenzo Bartolini, Raimondo Trentanove, Vincenzo Vela), al paesaggio e la veduta (Jan de Momper, Giuseppe Bernardino Bison, Antonio Basoli, Giuseppe Bernardino Bison), alla scena di genere (Eberhart Keilhau detto Monsù Bernardo, Matteo Ghidoni detto dei Pitocchi).

Informazioni utili

COSTO DEL BIGLIETTO: Intero € 10, Ridotto € 7 (Over 65, Under 26; Gruppi 15-25 persone, studenti universitari), Scuole € 5. Gratuito Bambini fino a 6 anni; diversamente abili (invalidi e grandi invalidi) e un accompagnatore per chi lo necessiti; giornalisti professionisti e pubblicisti mediante presentazione della tessera dell’Ordine solo previo accreditamento presso l’ufficio stampa della mostra (SECPR), guide turistiche mediante presentazione del patentino

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0321.394059

E-MAIL INFO: info@turismonovara.it

SITO UFFICIALE: http://www.lestanzesegretedivittoriosgarbi.it

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