Un romanzo fatto di amore, di secoli di storia, tradizioni e natura nordica. Tutto questo è Isola, libro di Siri Ranva Hjelm Jacobsen in uscita a febbraio.

Siamo oramai agli sgoccioli della nostra avventura, eppure, fino alla fine, vogliamo cercare di trasmettervi qualcosa di insolito, qualcosa che riguardi noi e le nostre passioni. Oggi ci troviamo nella sezione “Libri” e ciò di cui parleremo è l’incantevole romanzo di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, Isola, ancora non uscito nelle librerie.

Si tratta di una storia assolutamente unica nel suo genere, che racconta quasi un secolo di storia e di vite, dall’amore segreto tra Marita e Ragnarr il Rosso, al patto tra Jegvan e Ingrún, la più ricca dell’isola, e allo sfortunato destino del figlio di Beate, passando attraverso la Seconda guerra mondiale, il protettorato inglese e la lotta per l’indipendenza.

Con una lingua ispirata, densa, poetica e a tratti incantata, Siri Ranva Hjelm Jacobsen ci parla, in Isola, di amore, di emigrazione, di quello che si perde e si acquista nel nascere in un paese straniero, della nostalgia di casa, della riscoperta delle proprie radici e delle leggende popolari che sopravvivono allo scorrere del tempo.

E proprio lì, sullo sfondo di tutta la narrazione, appare come protagonista la natura, una natura grandiosa e indomita che non si piega mai alla volontà umana e, anzi, sopravvive nel cuore della protagonista, che non vi è nata, eppure non può fare a meno di amarla.

Isola è un romanzo splendido che ossessiona il lettore, che lo cambia, che gli racconta storie. È nordico, è misterioso, è il cuore verde delle Faroe.

Il libro

Siri Ranva Hjelm Jacobsen, IsolaTitolo: Isola

Autore: Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Genere: Romanzo, letteratura scandinava

Editore: Iperborea

Collana: Narrativa

Data di pubblicazione: 7 febbraio 2018

Traduzione: Maria Valeria D’Avino

Pagine: 256

La trama

Dopo la morte della nonna, una giovane ragazza danese decide di tornare a Suduroy – l’isola dell’arcipelago delle Faroe da cui proviene la sua famiglia – a cercare le sue origini in una cultura che ha ereditato ma che non le appartiene e in una lingua estranea in cui «non sa neppure pronunciare il suo nome.» L’unico legame concreto con quel mondo è il rapporto con i nonni Marita e Fritz, emigrati in Danimarca negli anni ’30, la sua immaginazione e tutti gli aneddoti che fin da piccola le hanno raccontato. È stata la vita durissima dei pescatori nel mare del Nord, «il posto in cui l’uomo è meno benvenuto al mondo» a far nascere in Fritz il desiderio di un destino diverso, ed è l’urgente desiderio di felicità e la necessità di sfuggire alla durezza della vita a guidare tutta questa grande saga famigliare che si snoda tra la Danimarca e isole sperdute nell’Oceano Atlantico del Nord.

 

Felicia Trinchese

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La Redazione

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