In onda questa sera su Rai 1 gli episodi 3 e 4 della fantasy fiction scritta da Ivan Cotroneo

Si diversifica sempre di più l’offerta televisiva delle fiction italiane. Dopo anni di police drama, medici di famiglia e sacerdoti ficcanaso a farla da padrone, Rai 1 con Sirene prova un genere diverso: il fantasy. Toni brillanti, e sapore di sit-com americana per la serie scritta da Ivan Cotroneo che per la Rai ha già scritto Una grande  famiglia e Una mamma imperfetta diventata, quest’ultima, un successo internazionale. “L’idea di Sirene nasce dalla volontà di raccontare il nostro quotidiano: amori, avventure, amicizie, fissazioni e manie, ma anche discriminazioni e paure con occhi “altri” – ha spiegato Cotroneo all’incontro che si è tenuto settimana a scorsa a Roma per l’anteprima di Sirene con i ragazzi del Giffoni Expirience – qualcuno cioè che appartenesse letteralmente a un’altra specie. Il mito delle Sirene, creature per metà umane, per metà appartenenti al mondo animale, e nell’insieme patrimonio del fantastico, mi è sembrato fornisse un’occasione speciale e insieme naturale per vedere le nostre vicende di terrestri da un’altra angolazione. Per parlare di differenze e di inclusione, di rispetto dell’altro e di quanto in definitiva si possa veramente amare chi è diverso da te, così diverso da respirare con le branchie invece che con i polmoni”. Una serie comunque non ambientata a caso, Cotroneo da napoletano qual è, è riuscito a creare come fulcro della serie il mito di Partenope la più bella sirena del golfo che ha poi fondato Napoli.

E di fatto Sirene è principalmente una commedia sentimentale; quattro sirene (madre e tre figlie) giunte a Napoli per mettersi alla ricerca di Ares/Gegè (Michele Marrone) Tritone in piena crisi esistenziale che ha bisogno “di respirare aria nuova“. Nel mezzo c’è però la battaglia contro il tempo tiranno, perché Ares è anche l’ultimo Tritone del Mediterraneo e quindi l’unico in grado insieme a Yara (Valentina Bellè) di portare avanti la specie. A tutto questo si unisce un cast napoletano e non solo di tutto rispetto; Ornella Muti, Denise Tantucci, Rosy Franzese, Massimiliano Gallo ma soprattutto spiccano Maria Pia Calzone, mamma sirena, che ama certe cose del mondo umano e finisce per somigliare in scrittura del personaggio e battute a disposizione alla Karen Walker di Will&Grace, alcol a parte è da lei che partono sempre gli sketch più comici e le battute più esilaranti, ma anche un Luca Argentero che non ti aspetti, non tanto per le capacità attoriali che arrivate alla prova del nove con la difficile lingua napoletana non possono essere messe in discussione, ma proprio perché non si è cercato con l’attore di creare una caricatura del napoletano medio chiedendo ad un torinese di diventare un napoletano verace in parlata e atteggiamento, ma semplicemente lasciando che l’attore in sé riuscisse a prendere almeno in parte la cadenza partenopea, cosa che è ben riuscita.

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Una produzione su cui, evidentemente, la Rai ha puntato molto; spot e cartelloni pubblicitari a parte, Rai Fiction ha voluto far conoscere la serie soprattutto ai giovani e ci è riuscita grazie al Giffoni Expirience. Settimana scorsa, infatti, in occasione della messa in onda dei primi episodi 200 ragazzi delle scuole romano hanno potuto guardare in anteprima il primo episodio, con la possibilità in più di confrontarsi con sceneggiatore e cast della serie; “Quella offerta da Rai Fiction è un’opportunità unica per i nostri giurati – afferma il direttore del Gex, Claudio Gubitosicrediamo molto nel lavoro di Ivan Cotroneo che, proprio a Giffoni, presentò il suo film “Un Bacio”. Quest’ultima grande prova porta con sé diversi temi cari al Festival come l’amicizia, la discriminazione, i pregiudizi e il bullismo visti per la prima volta da un punto di vista differente: quello delle Sirene!”.

Sirene è già un successo di pubblico e critica, alla prima messa in onda ha infatti vinto la serata con 4,8 milioni di telespettatori. La serie, composta da sei puntate in 12 episodi, va in onda tutti i giovedì sera alle 21:20 su Rai 1.

 

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