TITOLO ITALIANO: SHINING (THE SHINING #1)
AUTORE: STEPHEN KING
EDITORE: BOMPIANI
PAGINE: 592
PREZZO: 13,00€
SINOSSI UFFICIALE:

L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

LA RECENSIONE:

Shining, forse il romanzo più conosciuto di Stephen King, è un horror psicologico, claustrofobico, doloroso e irriverente che scuote la natura stessa del nostro essere “umani”. Vero protagonista di questa storia è proprio l’ambiente che circonda la narrazione e che è anche l’unico reale fautore del destino di chi abbia la sfortuna di condividere il proprio cammino con quello degli ospiti morti dell’Overlook Hotel.

King sceglie di narrare i fatti in terza persona ma offre al lettore i pensieri dei personaggi in modo diretto. Questa sua scelta, da un lato l’ho molto apprezzata, dall’altro ho fatto fatica ad abituarmici perché presenta le riflessioni di Danny, il piccolo protagonista che ha il dono dello shine, le considerazioni di Jack Torrance e i pensieri della moglie tra parentesi e in corsivo, interrompendo la normale narrazione molto spesso, forse troppo spesso. Mi sono abituata a questo stile solo dopo molti capitoli ed è l’unica scelta dell’autore che non mi ha convinta in modo totale. Le scene iniziali accrescono l’adrenalina e costringono il lettore a porsi mille domande che lo assilleranno sino alla fine. King riesce a rendere onirico tutto ciò che scrive e ci conduce in mondi dai quali non ci si libera con facilità anche dopo aver chiuso il libro.

Danny è un personaggio carismatico, grazie al suo dono può vedere i morti, sente i pensieri degli altri, parla telepaticamente con chi come lui ha questo potere, è in grado di prevedere il futuro e molte altre caratteristiche che lo rendono un personaggio indimenticabile, ancor di più perché è un bambino di cinque anni a trovarsi con questi doni e non un uomo di una certa maturità sia intellettuale che emotiva. Non si può non amare questo scricciolo che con immenso coraggio affronterà una tragedia dalla quale non si libererà mai davvero. Il suo opposto è il padre che, sebbene gli somigli molto sia a livello fisico che caratteriale, affronta le difficoltà e la situazione orripilante in cui precipita la famiglia, durante il soggiorno forzato all’Overlook Hotel, nel modo opposto a quello del piccolo Doc, soprannome per Danny. Jack si sente un fallito e forse lo è agli occhi del lettore: è un alcolizzato anche se in un periodo di astinenza, ha perso il lavoro a ragione, è un uomo violento e aggressivo e in lui dimora una profonda debolezza e incapacità all’autocontrollo. L’unica cosa che lo tiene in piedi è l’amore per il figlio e la moglie, amore che purtroppo non sarà sufficiente a contrastare le forze maligne che infestano l’albergo. La follia inizierà molto presto a contaminare la sua mente e il lato paranormale della storia si impossesserà di lui conducendolo verso la perdizione totale a discapito di coloro che gli sono al fianco. Proprio perché ci si immedesima molto bene in Danny, non si può non tifare per il cuoco Hallorann, nuovo amico del piccolo, oltre che essere l’unica persona che Doc conosca dotata dello shine come lui. Faremo la conoscenza di Dick Hallorann quando la famiglia Torrance si instaurerà per l’inverno all’Overlook Hotel e grazie a questo personaggio magnifico scopriremo di più sulle capacità paranormali di Danny e diverrà, ben presto, il nostro faro di speranza per un lieto fine della storia.

Shining è un romanzo che colpisce forte in viso, è duro e mentre lo si legge traspare un forte senso di rabbia e violenza. Un padre che rompe il braccio al figlio mentre è ubriaco impone delle riflessioni e non si può restare indifferenti a queste scene di aggressività nei confronti di un innocente impossibilitato a difendersi. Ma questo è solo l’inizio e Stephen King vuole farci credere che Jack Torrance sia in grado di cambiare e diventare un uomo, un padre migliore, per poi sconvolgerci sempre di più e facendo provare al lettore ribrezzo e desiderio di protezione per quel piccolo esserino indifeso che ha tanto coraggio. Una lettura che coinvolge e sconvolge, lampante esempio della bravura del maestro del brivido.

Eilan Moon

2015©Eilan Moon -Riproduzione vietata senza autorizzazione dell’autrice-

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La Redazione

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