Pare che sia possibile solo per Sherlock voler studiare per noia la coagulazione della saliva post-mortem conservando una testa mozzata nel frigo insieme a latte e uova.

John dal canto suo ormai si è talmente abituato alle stranezze del suo coinquilino tant’è che  tiene un blog sulle indagini che seguono insieme, riscuotendo un discreto successo.

Molti londinesi si recano al 221B di Baker Street nella speranza che i due detective privati riescano a dare loro  un aiuto prezioso.

Aiuto che risulta essere estremamente noioso a Sherlock: la sua mente iperattiva ha bisogno di casi più complessi.

La risposta alle sue preghiere arriva quando riceve una busta contenente il cellulare dello studio in rosa durante un esplosione causata da un’apparente fuga di gas nel palazzo accanto.

Vari sono gli indizi che porteranno Sherlock all’interno di un intricato enigma. Tutto sembra così eccitante da ricordargli il suo ammiratore segreto ma sarà davvero tutto opera di Moriarty?

 

Dopo aver trovato l’immagine del luogo della prossima esplosione, una donna ostaggio annuncia che morirà entro 12 ore se non verrà risolto l’enigma.

La pista da cui partire? Le scarpe ritrovate nell’appartamento esploso.

Durante un’approfondita analisi al laboratorio, Sherlock riesce a collegare le scarpe al suo primissimo caso mai analizzato: la morte di un giovane ragazzo annegato nella piscina 20 anni prima.

 

Sherlock vorrebbe focalizzarsi sulla prossima pista per salvare il secondo ostaggio ma pare che suo fratello Mycroft abbia bisogno del suo intuito per risolvere un caso di sicurezza nazionale ritrovando dei progetti militari missilistici su una chiavetta scomparsa.

 

Dopo un secondo, un terzo e un quarto enigma, tutti magistralmente risolti in tempo, arriva la conferma che tutti aspettavamo: ogni enigma, ogni minaccia porta la firma di Moriarty.

Sherlock spazientito, tenta il tutto e per tutto dando appuntamento al senza volto Moriarty nella stessa piscina dove anni prima morii annegato il ragazzo Carl Powell. Fu proprio Moriarty a ucciderlo e Sherlock lo aveva scoperto, aveva capito che era stato tutto un grande gioco per portarlo fuori pista mentre il suo vero obiettivo erano i piani missilistici di Mycroft.

 

Ritrovata la chiavetta usb, Sherlock si reca in piscina, sicuro di avere il suo asso nella manica, ma viene colto alla sprovvista quando scopre che li vi è un ultimo ostaggio: John è imbottito di esplosivo e solo in quel momento fa il suo ingresso trionfale Moriarty.

“In qualche modo si deve morire” urla Moriarty a Sherlock. La prima stagione si chiude con due mirini rossi al petto di John e Sherlock e la sua pistola puntata contro il suo ammiratore segreto.

 

Chi morirà? Un altro trucco teatrale di Moriarty o in quella piscina verrà versato altro sangue come 20 anni prima?

Attendiamo insieme il primo episodio della seconda stagione con il nostro appuntamento a settimana prossima!

 

Marika Boni

 

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La Redazione

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