Può un pazzoide che si auto-definisce “sociopatico iperattivo” curare e annullare la crisi d’astinenza psicosomatica di un soldato appena tornato dal fronte? Se i due soggetti in questione rispondono al nome di Sherlock Holmes e John Watson, la risposta è si.
I due personaggi non vi suoneranno affatto nuovi, anzi, Sir Arthur Conan Doyle ce li ha fatti conoscere tempo fa e in più salse grazie alle varie rivisitazioni, ma questa in chiave moderna ambientata nei nostri giorni in una Londra multietnica ed estremamente criminale, le cose cambiano. La versione in serie televisiva firmata BBC è a dir poco strabiliante, a partire dalla cura dei dettagli alla colonna sonora azzeccata e assolutamente accattivante.

Preparatevi dunque a farvi letteralmente investire dal genio psicopatico di Sherlock, consulente investigatore della polizia londinese ed assiduo frequentatore di obitori per scopi scientifici a sua definizione, che incontrerà in un giorno qualunque il suo futuro coinquilino John Watson, soldato appena rientrato dall’Afganistan con evidenti disagi mentali. A fare da sfondo a questo idilliaco incontro, vi è una serie di suicidi-omicidi che metteranno in moto non solo la loro collaborazione sul campo investigativo, ma anche ad una splendida e apparentemente ambigua, amicizia.

Nella visione contorta e confusionaria di Sherlock, regna in realtà un ordine preciso e schematico che il regista  ci illustra  tramite scritte sullo schermo, come se fossero delle “finestre” sulla sua mente.

Sherlock, in modo impeccabile impersonato  da Benedict Cumberbutch, conquista tutti, nel bene e nel male, con il suo gioco di deduzioni geniali ed inaspettate, a partire dal suo enigmatico e potente fratello Mycroft fino ad arrivare a lasciare il segno persino nella mente di un ammiratore segreto che lo metterà alla prova proprio in questa serie di suicidi apparenti. Ma torniamo al caso: “Chi è che passa inosservato? Chi caccia in mezzo alla folla? Di chi ci fidiamo?” è con questa domanda-rivelazione che Sherlock risolve con grande maestria il caso, smascherando il serial killer per la persona che è in realtà, ossia un semplice tassista che gioca con la vita delle persone solo per attirare la sua attenzione per conto del suo famoso ammiratore. Sherlock riesce a scoprire per il momento solo un nome: Moriarty.
Per sapere chi sia questo personaggio misterioso e cosa voglia in realtà da Sherlock e da John, non ci resta altro che attendere la prossima settimana.
L’appuntamento è al 221B di Baker Street (la signora Hudson sta già preparando una tazza di the).
Marika Boni

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La Redazione

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