Quanti di voi vorrebbero l’opportunità di tornare indietro, rivivere un momento della propria vita e cambiare qualcosa?
Quante volte siamo stati tormentati dai rimpianti, da quei fatali “e se?”, quante volte ci ritroviamo a pensare a cosa sarebbe potuto accadere, se avessimo detto o non detto, fatto o non fatto qualcosa?
Una scelta sbagliata, poi un’altra ancora, una lunga serie di scelte sbagliate, quelle collezionate da Erica Strange, protagonista dello show canadese “Being Erica”, in una vita intera.
Erica si trascina stancamente su un binario morto: trent’anni e troppa paura di fallire per tentare veramente, una donna brillante e talentuosa che non è mai, però, riuscita a raggiungere la carriera dei propri sogni, ritrovandosi a lavorare in un call center ; dorme con il suo gatto, le sue relazioni sentimentali sono un fallimento dopo l’altro, la sua famiglia le riserva soltanto sguardi di assoluta commiserazione.
“ Avete presente quella vostra amica, quella che sembra aver capito tutto dalla vita? Quella che ha il lavoro dei sogni, il fidanzato dei sogni, la vita dei sogni? Beh…quella ragazza non sono io.”

È proprio al termine di una giornata storta, che potrebbe davvero definirsi come la quintessenza della sfiga stessa per un continuo inanellarsi di grandi disastri, che per Erica si prospetta una svolta inaspettata: l’incontro con il dottor Tom, un terapeuta piuttosto strambo e singolare, che parla per aforismi e sembra avere in mano la chiave della sua rinascita, grazie ai suoi speciali “poteri”.
L’uomo appare come un essere ineffabile, avvolto in un alone di mistero, capace di manipolare il tempo e lo spazio, di essere dovunque e di materializzarsi in ogni luogo, in soccorso della sua paziente.
È davvero la persona giusta, al momento giusto.
La terapia a cui la donna è sottoposta ha davvero qualcosa di singolare.
Tutto parte da una lista dove prendono forma, nero su bianco, tutti i rimpianti, i rimorsi, gli errori, le scelte sbagliate, quel dedalo di fili intricati che è la vita di Erica Strange.
E se si potesse rimediare, a questi rimpianti?


Ciò che l’uomo le propone è davvero straordinario: poter tornare indietro nel tempo, poter rivivere diversi momenti della propria vita, avendo la possibilità di agire diversamente, imparando dai propri errori per lasciarseli definitivamente dietro le spalle.
La donna diventa così protagonista di questo viaggio nel tempo dal sapore catartico e rigenerante, costretta a fare davvero i conti con il proprio passato, metabolizzandolo ed esorcizzando i propri demoni, ritrovandosi al college o al proprio bar miztvah e potendo vedere la sua infanzia, la sua adolescenza, i suoi primi passi nel mondo da donna, con gli occhi e la coscienza del presente.
In quattro stagioni vediamo delinearsi un percorso di rinnovamento, di accettazione, di presa di coscienza, di fiducia. Erica non cambia il passato, ma cambia sé stessa e rinasce ogni volta, allontanandosi da quella grigia versione di sé e tenendo finalmente in mano le redini del proprio destino.
“Every wall is a door”, ogni ostacolo può diventare una possibilità, questo è il fondamentale mood della serie e lo capiamo sin dal suggestivo theme iniziale, con Erica che cammina per lungo un etereo corridoio che pare infinito, costellato da migliaia di porte bianche e da cui talvolta fanno capolino le diverse sé del passato.
Cosa si nasconde dietro quelle porte?
La possibilità di scoprirsi, di guardarsi con occhi nuovi, di capire e ritrovarsi, quindi di rinascere.

Il personaggio di Erica Strange, interpretato da una magistrale Erin Karpluk, potrebbe sembrare un concentrato di cliché e luoghi comuni, invece è molto più reale di qualunque altro, non è un’eroina, una delle impeccabili superdonne protagoniste delle serie tv, le sue paure, la sua sfiducia, i suoi errori, i suoi successi profumano di quotidianità, sono umani, possono essere nostri, ed è facile ritrovare un pezzettino di lei in ciascuna di noi.

La serie ha la capacità di arrivare al cuore parlando di sentimenti, riuscendo ad esplorarne tutte le sfaccettature senza mai essere scontati o melensi. Si parla di amore, di amicizia, di difficili legami familiari, della necessità di andare oltre e lasciare andare, di accettare le condizioni della vita, anche quelle più dure e dolorose.
Così si ricompongono i cocci, è così che si rinasce.
Being Erica è una serie che non ha precedenti nel suo genere, una drama introspettivo dalle tinte un po’ fantasy e naif, che, pur rimanendo un prodotto di nicchia, lontano dai grandi clamori della scena televisiva, merita di essere guardato e apprezzato.
È un piccolo viaggi nella riflessione, intimo ed introspettivo, che tutti dovremmo concederci.

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La Redazione

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