L’avvento dell’editoria digitale ha scatenato la diffusione senza confini della piaga sanguinante della pirateria. Perché l’editore e l’autore dovrebbero continuare a pubblicare senza un introito? Chi legge scaricando file non acquistati alimenta la fine dell’editoria e si danneggia da solo.

Con l’arrivo del formato digitale anche per i libri, il lettore ha ottenuto tanti vantaggi:
• Il prezzo più competitivo
• L’acquisto del romanzo che desidera in un solo e veloce click
• Può portare con sé centinai di libri invece che un solo tomo pesante
• Può leggere in varie lingue i romanzi in anteprima quando ancora l’editore non li ha pubblicati in Italia
Ma… Con questa nascita è giunta a noi anche la lesione grave che ne consegue: la diffusione illegale di romanzi on line.

Suona la sveglia, non abbiamo voglia di alzarci per andare a lavorare, chi mai ha questo desiderio? Ma lo
facciamo perché dobbiamo mangiare, sfamare e vestire i nostri figli, andare in vacanza al mare, comprarci un bel vestito o il computer nuovo. Quindi, ci si fa forza, ci si mette in piedi e ci si reca al lavoro, a volte un’attività che non è nemmeno quella pdownload-706861_1280er cui abbiamo studiato anni all’università della nostra città. Si stringono i denti e si va avanti.

Gli autori fanno la stessa cosa.
Tutti gli “addetti ai lavori” nelle case editrici fanno la medesima cosa.

Perché non dovrebbero essere pagati per questo? Ecco la domanda fondamentale da porre a questi grandi lettori che non contribuiscono alla diffusione della cultura perché se quel 5% del diritto d’autore sul prezzo di copertina non viene ricevuto dallo scrittore, un lavoratore come tutti che spesso è costretto a fare un altro mestiere oltre che scrivere, come può continuare la sua attività e farvi leggere opere mirabili? Come potrebbe un grande, medio, piccolo editore, pagare i suoi dipendenti che lavorano come tutti voi senza aver un incasso dalla vendita dei libri?

Cari lettori, volete davvero che nessuno più scriva e nessuno più pubblichi?

Sono molti i lettori, anche tra quelli che divorano con passione e dedizione molti libri alla settimana, coloro che si sentono più furbi, intelligenti, svegli di tutti gli altri che acquistano in modo onesto il libro che hanno intenzione di leggere.
Spesso nei gruppi Facebook dedicati alla lettura e alle recensioni appaiono discorsi animati tra chi si passa con disinvoltura gli E-book e chi lotta al fine di far comprendere quale grave danno sia questa attività, tra parentesi illegale e perseguibile per legge.
«E ma io non ho tanti soldi e non posso comprare i libri?», dicono spesso coloro che hanno fatto della consuetudine il download gratuito degli E-book.E-book
Esiste la catena delle librerie civiche che offre un ottimo servizio, i titoli sono spesso disponibili in più copie e anche ordinabili da altre biblioteche facenti parte della medesima rete. Ma non è questo il vero problema, durante le mie indagini sulla questione, è emerso che coloro che affermano di non poter comprare per scarsità di denaro, sono proprio quelli che poi postano nei loro profili acquisti di ogni bene di lusso tranne che quello di un buon libro. Diciamo pure che i soldi ci sono per ciò che risulta prezioso a questi signori, ma l’E-book, tranquillamente piratabile dal personal computer di casa, è davvero vantaggioso e comodo.
In altre discussioni, questa volta sul sito importante e conosciuto dai grandi lettori, Anobii, si è parlato di pubblicità. Secondo questi ladri, perché è questo l’appellativo per chi ottiene qualcosa senza pagarla, loro pubblicizzano il prodotto diffondendo il titolo con relativa recensione. Peccato che se tutti facessero come hanno fatto loro in precedenza, per quanta pubblicità si siano, poveretti, sforzati di fare all’autore e all’editore, nelle tasche dei creatori del libro non entrerà mai nemmeno un euro. Come potrebbero i dipendenti della casa editrice ricevere il proprio sudato stipendio? E lo scrittore, come potrà pagare il mutuo?
Vi rispondo io: cambiando mestiere.

Se nessuno più pubblicherà e nessuno più scriverà, anche voi lettori, che tanto amate gli E-book e i libri cartacei, non avrete più nulla di nuovo da leggere. Ora mi chiedo: «È davvero questo che volete ottenere con l’adulazione del vostro enorme ego e il piacere del sentirsi tanto furbi da risparmiare quattro euro per un romanzo digitale?»
E a quelli che affermano con convinzione che anche il libro cartaceo veniva prestato eppure nessuno ne faceva uno scandalo spiego che prestare a un amico un romanzo o due è un argomento, passare a mille utenti la medesima opera è un danno ben diverso. La matematica non è un’opinione. Il cartaceo non può essere diffuso in modo tanto massivo e creare di conseguenza un oltraggio economico tanto grave.

I formati digitali vengono passati attraverso gruppi, pagine Facebook, attraverso la condivisione di cartelle su cloud storage pubblici e privati, grazie ad allegati alle e-mail, attraverso gruppi su Anobii, grazie a siti pirata piuttosto famosi in rete, dove tra l’altro sono scaricabili anche film e musica. Su questi ultimi voebookglio spendere due righe in più. Mentre per i precedenti vi è uno scambio tra utenti, nel caso di conosciuti siti presenti anche nelle reti di ricerca web e molto spesso chiusi e riaperti a causa delle varie segnalazioni alla polizia postale, vi è un introito da parte di questi utenti uploader che, ogni qual volta vi è un download dal loro link, ricevono delle visualizzazioni che vengono poi convertite in denaro. Quindi, ricapitolando, i lettori che rubano i romanzi digitali non danno un centesimo di riconoscimento allo scrittore per le proprie notti insonni o allo staff editoriale per essersi alzato il mattino con il trillo della sveglia, ma pagano questi signori che di fatto non hanno speso un minuto del loro tempo per scrivere, editare, impaginare, creare la copertina, diffondere sui social, pagare i locali per le presentazioni e per gli eventi inerenti al mondo editoriale. Insomma, oltre il danno anche la beffa.
Riflettete e godete della lettura finché ci sarà ancora qualcosa di nuovo da leggere perché non sono sicura che sarà per sempre.

Vi rammento inoltre che ai sensi dell’art. 171, a)bis della legge n.633/1941 e successive modificazioni (Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio) salvo quanto disposto dall’art. 171-bis e dall’articolo 171-ter, chiunque senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta, o parte di essa è punito con la multa (sanzione penale) da euro 51,00 a euro 2.065,00.

2016©Eilan Moon -Riproduzione vietata senza autorizzazione dell’autrice-

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