Filosofia!

Tutti, nella loro vita, hanno sentito menzionare almeno una volta questo termine: ma cos’è la filosofia? Fin dal liceo ci è stato insegnato che per filosofia si intende amore per il sapere, incessante ricerca di una visione globale in grado di dar senso alla realtà, attraverso interpretazioni coerenti della stessa nelle diverse manifestazioni del sapere. Fin qui, dunque, nulla di anormale; ma avete mai provato a chiedervi come sia nata la filosofia? Avete mai provato ad attribuire alla stessa un significato più profondo, individuandone di conseguenza una più ampia definizione?
Ebbene, partiamo dal concetto di “ricerca globale in grado di dar senso alla realtà”: la filosofia è constatazione di un fatto, di un fenomeno. Ma è possibile arrivare davvero ad una visione globale della realtà? La risposta è alquanto immediata e scontata, dal momento che la percezione della stessa risulta essere un qualcosa di dichiaratamente soggettivo. All’origine della nostra analisi vi è, dunque, la constatazione che il mondo è un  fatto stupendo e va vissuto per quello che è, ricordando che oggi ci siamo, ieri no; non siamo forse in grado di guardarci attorno e chiederci il perché delle cose? Domanda ambigua questa, avete ragione: stando nella massa, infatti, non ci poniamo più tale domanda, siamo certi di possedere la verità.

Il totalitarismo, nasce appunto da questa assurda presunzione. Ma mettiamo da parte ogni qual forma di ideologia politica e torniamo alla nostra analisi: ci guardiamo attorno e “scopriamo” la natura. Ma cos’è la natura? Caos? Cosmos? Noi occidentali siamo tendenzialmente portati ad affermare che trattasi di cosmos; ma se la natura è cosmos, allora dobbiamo capire che ordine possiede: è matematica, armonia, bellezza.

Ma quali sono i canoni di questa bellezza? Ne esiste una universale?(Kant): nasce la filosofia estetica. Il compito della filosofia è quello di dar risposta all’inspiegabile, quello del filosofo di mettersi in gioco, di meravigliarsi (Socrate). Agostino dà identità alla filosofia, pervenendo al concetto di tempo e persona; Tommaso consegna alla stessa la sua rigorosità provando a dimostrare l’esistenza di Dio. Si passa, quindi, al concetto di utilità quale inteso da Bacone: il “sapere è potere”. La filosofia deve entrare dentro le cose e trasformarle secondo le esigenze dell’uomo.”Io non sono se non una cosa che pensa e cioè uno spirito, un intelletto, una ragione”(Cartesio): nasce il pensiero, inteso come un qualcosa di più importante della tecnica, come la possibilità che ci siano, nella nostra mente, elementi che ci permettano di dialogare.

“L’uomo non è che un giunco, il più debole di tutta la natura, ma è un giunco che pensa”(Pascal): tutta la nostra dignità risiede nel pensiero; l’uomo sta cercando di distrarsi(divertissement ), “l’uomo è sulla terra, ma non è fatto per la terra” (Manzoni). Col Romanticismo, nasce invece un modo alternativo alla gnoseologia  di raggiungere la conoscenza: il sentimento. Abbiamo dunque ereditato, in questo primo percorso storico-filosofico, il pensiero e la razionalità che sono stati utilizzati dall’uomo sia nel bene che nel male (Spinoza).  Leibniz crede che il mondo sia ordinato, che quello creato da Dio sia il migliore dei mondi possibili, dove ogni “monade”(ogni unità) è parte integrante ed essenziale del tutto. La monade uomo, sente di sentire: vive sia dal di fuori che dal di dentro. Con lo scoppio della rivoluzione industriale, viene meno quest’idea di compattezza ed unità quale espressa da Leibniz, tanto che Hobbes arriverà ad affermare: “homo homini lupus” (l’uomo è un lupo per l’uomo).

Con Locke la discussione torna ad esser improntata sull’intelletto: “ quando i nostri sensi si pongono in relazione con particolari oggetti sensibili, introducono nella mente molte percezioni distinte delle cose, secondo i vari modi in cui quegli oggetti agiscono sui nostri sensi”. L’oggetto deve, quindi, passare tramite una sensibilità “mia” e divenire di conseguenza percezione. Ciò significa che non bisogna studiare l’oggetto, ma ciò che del soggetto è oggettivo: l’intelletto. “Ma se il mondo è questo, l’oggettività esiste”(Hume)? L’empirismo cade nello scetticismo: le percezioni sono soggettive.

 

Carmine Speziale

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mario manzi

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