Master of None è una comedy Netflix ma è anche e soprattutto un prodotto seriale che è lo specchio dei nostri tempi e del disarmo dei millenials.

La serie ideata, scritta e interpretata da Aziz Ansari, Master of None, è lo specchio dei nostri tempi. Una di quelle comedy dalla satira sopraffina e profonda in una maniera disarmante.

Non vorrei svegliami un giorno e vedere che è già troppo tardi.” La paura di Reachel (Noel Wells) è probabilmente la paura che abbiamo un po’ tutti quanti noi. Vivere la propria vita, fare le cose che fanno gli altri o non farle e poi svegliarsi una mattina e rendersi conto che fino a quel momento ce la siamo fatta scorrere addosso, la vita intendo. Capire, insomma, che quello che abbiamo vissuto fino a quel momento non era veramente quello che volevamo fare. Che arrivati ad un certo punto abbiamo messo i nostri sogni da parte e ci siamo piegati alle leggi del mercato e a quelle della società accettando un lavoro che in realtà non avremmo voluto fare o costruendo quello schema rigido di famiglia solo perché dopo tanti anni insieme con una persona è questo che gli altri si aspettano da noi. E se tutto questo non bastasse? Se ci si rendesse conto arrivati ai 30 anni o poco meno che quello che si ha non basta o che ancora non abbiamo capito qual è la nostra strada, a quel punto che si fa?

 

Ecco Master Of None èquesto. Un prodotto che sotto le mentite spoglie di una comedy ti porta a riflettere sulle scelte, piccole e importanti, che facciamo.

Ogni episodio di Master Of None è un continuo giocare sugli stereotipi della vita quotidiana e nel frattempo porta a riflettere su quelle scelte che facciamo ogni giorno e che ci rendono delle brave persone oppure no; ilrapporto con le proprie origini, gli impegni che si accavallano e non ci permettono (o in realtà semplicemente non vogliamo) di trovare il tempo da trascorrere con i nostri genitori troppo in là con gli anni per capire le tecnologie moderne, per una videochiamata su WhatsApp o un messaggio scritto in lingua emoji. E poi lo straniero, ma davvero crediamo che l’accento degli indiani sia uguale per tutti? Per non parlare di chi ha un altro orientamento sessuale, la comunità LGBT, i divorziati, i bambini. Le loro vite, i loro sentimenti sono davvero così diversi dai nostri? Ecco, la serie di Aziz Ansari in ogni singolo episodio mettendo in scena pregiudizi e stereotipi porta in realtà a riflettere su scelte e azioni quotidiane, una sorta di esame di coscienza che si nasconde sotto le mentite spoglie dello humor di una comedy ben scritta e girata (senza troppe situazioni al limite dell’inverosimile).

E oltre tutto questo, oltre gli episodi di Master of None c’è la storia di fondo di un giovane, Dave Shah (Aziz Ansari), squattrinato attore di origine indiana (per cui nei film può e deve parlare in un solo modo) che riesce ad andare avanti solo grazie ai guadagni che ancora gli procura un pubblicità girata anni addietro. Una storia come tante, giovani in erba che cercano di far carriera in quello che amano fare in una grande città come New York che di opportunità ne dà tante. Eppure arrivato ad un certo punto qualcosa non va nella vita quasi perfetta di Dave: una relazione stabile dopo tante avventure, un ingaggio importante, la convivenza. Ma è davvero questo quello che vuole Dave Shah che forse più che recitare ama cucinare? Chi lo ha detto che la convivenza debba per forza sfociare nel matrimonio? Anzi, e se quello non fosse l’amore della vita, che poi esistete davvero una sola persona da amare nelle vite di tutti? Ma soprattutto si può trovare il coraggio a 30 anni di mollare tutto e ricominciare da capo o si finisce semplicemente per farsi scorrere addosso i giorni adattandosi alle aspettative che gli altri hanno di noi?

Master Of None è una di quelle serie che spinge a porsi delle domande e al di là di questo finisce per essere lo specchio dei nostri tempi moderni e ancor più lo specchio della condizione di noi giovani chiamati millenials. E noi riusciremmo a metterci in discussione così come fa Dave nella serie ad ogni episodio?

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