La crisi che accompagna il cinema d’autore trova il suo picco più alto in questo nuovo anno 2017. Un esempio ci viene dato da Paterson, film di Jim Jarmusch

Un grande capolavoro Paterson di  Jim Jarmusch è uscito lo scorso Natale al cinema. Purtroppo la mediocrità della qualità cinematografica permette sempre più il successo di piccole commedie da quattro soldi e lascia in disparte grandi opere come questa. Diamo uno sguardo alla trama, tanto per cominciare.

Paterson è un autista di autobus. Paterson sogna di fare il poeta e ha una moglie casalinga creativa (tra tende, pasticcini e chitarra con la stessa decorazione). La vita, la settimana di Paterson scorre monotona. La gente sull’autobus parla, sogna e si illude. C’è poesia nelle piccole cose.

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La pellicola rappresenta una riflessione dolceamara sui sogni della gente comune che nel suo piccolo o sogna la gloria artistica (pur non avendo spesso il talento) o gioca all’innamorato da romanzo, o si illude con gli amici di flirt inesistente, o si crede ribelle e anarchico.

Il nuovo film di Jim Jarmusch (autore di Coffee and cigarettes), candidato alla Palma d’oro a Cannes, esce finalmente in Italia. Paterson è uno degli ultimi film usciti nel 2016, più precisamente il 22 dicembre scorso, cosa non affatto positiva. Il periodo di uscita rappresenta un suicidio per un film d’autore. E infatti non vi dico le reazioni della gente in sala che la credeva una commediola simpatica e ci ha pure portato il figlio di otto anni.

Questa cosa fa riflettere: c’è ancora spazio per il cinema d’autore lento e introspettivo, un cinema che non narra storie ma persone? Lo stesso Jarmusch ha risposto a questa domanda in un’intervista durante la promozione di questo film. La risposta è: “Sempre meno!”.

E allora godiamoci Paterson.

VOTO: 9

A proposito dell'autore

Autore della rubrica Cinema Scope

Filmmaker. Il suo corto LA STATURA DELLO STATO, è stato selezionato tra gli altri al LOS ANGELES CINE FEST 2016 e al GREAT LAKES INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2016; è stato inoltre recensito molto positivamente su Ciak di aprile 2016. Il corto è visibile su Vimeo, come altri suoi lavori, visibili sia su Vimeo che Youtube. Come sceneggiatore è stato finalista con "Ogni uomo basta la sua croce" a Calibro9 2016 (Genova Film Commission).

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