Questa XXIesima edizione della ParisPhoto mette in risalto opere di grandi artisti di diverse nazionalità, ma la novità sarà l’introduzione di altre arti.

Nelle quattro giornate dal 9 al 12 novembre ha avuto sede a Parigi una delle più famose ed importanti mostre di fotografia a livello europeo: ParisPhoto.

L’esibizione è stata allestita all’interno dei grandi e luminosi spazi del Grand Palais, nel cuore della città a due passi dagli Champs Élysées. L’illustre mostra di fotografia ha chiamato a raccolta artisti, fotografi e amanti del settore da tutto il mondo: quasi tutti i paesi erano rappresentati da una o più gallerie di fotografia. All’interno dei vari stand è possibile acquistare le fotografie esposte: è una mostra che diventa allo stesso tempo fiera e punto di vendita.

ParisPhoto

L’allestimento

L’allestimento e le opere

Una volta entrati nel bellissimo Palais l’allestimento della mostra, ParisPhoto, si dirama sia a destra sia a sinistra, per poi ricongiungersi al centro. I muri bianchi appositamente creati per l’evento fanno da protagonisti ospitando fotografie di tutti i generi: ritratti, fotografia urbana, documentari, natura, umani, animali, foto artistiche; insomma c’è proprio scelta per tutti!

L’evento è al suo ventunesimo compleanno e Karl Lagerfeld come ospite d’onore di quest’edizione: il fashion designer, fotografo e collezionista, ha avuto il privilegio di selezionare cento fotografie tra le sue preferite per i visitatori. Tra le scelte più apprezzate del capo esecutivo della Maison Chanel ci sono lavori di Guy Bourdin, Richard Avedon, Irving Penn e Melvin Sokolsky.

ParisPhoto

Guy Bourdin, Vogue Paris, December 1969

Innovazione e nuove tecniche fanno la loro comparsa, ma avvento più importante: per la prima volta vengono inseriti nella mostra anche film e video. Arte e fotografia trovano la loro più grande unione nelle opere fotografiche di Yoshimoto Nara e Liz Nielsen.

ParisPhoto

Liz Nielsen, Geothermal Stone, 2017

Elliott Erwitt presenta un idealistico ritratto di Che Guevara, Mishka Henner realizza un ritratto di Donald Trump in cui solo gli occhi rivelano la sua identità poiché il resto del viso è completamente nascosto da una maschera in stile Klu Klux Klan; immancabile è anche il grande ritratto di Obama.

ParisPhoto

Mishka Henner, Trompe l’œil, 2017

Quest’edizione ormai è finita, ma ha dimostrato che la fotografia è sempre attiva, in evoluzione e pronta a descrivere ed analizzare le diverse realtà che ci circondano.

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