A partire dall’ottobre scorso Parigi ha instaurato un nuovo legame con gli Stati Uniti, e più precisamente si parla del connubio artistico tra la Fondazione Louis Vuitton e il MoMA di NY.

Il MoMa fu creato nel 1929 a New York con il nome di Museum of Modern Art. Fu uno dei primi musei dedicato esclusivamente all’arte contemporanea. Il famoso museo statunitense ha portato sul suolo francese più di 200 opere, prese da sei diversi dipartimenti del museo. Questi quadri riflettono e presentano la storia del MoMA, delle sue collezioni e dei grandi nomi che ne hanno fatto e ne fatto parte.

Il luogo adibito per questa mostra è la Fondazione Louis Vuitton, nel cuore di Parigi. Vi saranno esposti non solo quadri, ma anche disegni, stampe, fotografie, film, performance, ed oggetti di architettura e di design. Tutte le opere sbarcate in Europa sono state selezionate personalmente dal diretto del MoMA.

Il titolo di quest’emozionante esibizione è “Être Moderne” (essere moderno) e contiene lavori di artisti come Paul Signac, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Gustav Klimt, Marcel Duchamp, René Magritte, Alexander Calder, Walker Evans. Questi artisti accolgono il visitatore e lo accompagnano dall’arte moderna, all’espressionismo, al minimalismo, fino alla pop art.

La mostra

A cominciare la mostra sono le opere House by the railroad di Hopper e Le baigneur di Cézanne.

Le baigneur, Paul Cézanne (1885)

Proseguendo nelle sale altre opere di grande rilevanza sono Oiseau dans l’espace di Constantin Brancusi, Posed portrait di Walker Evans, Streamboat Willie di Walt Disney. Ad aprire il capitolo del secondo dopoguerra ci sono le opere Echo: Number 25 di Jackson Pollock e Woman I di Willem de Koonig.

Echo: Number 25, Jackson Pollock (1951)

Per quanto riguarda gli anni del minimalismo e della pop art, i due movimenti sono contrapposti in un aperto e attivo dialogo attraverso le diverse arti. In chiusura, al piano superiore, sono presentate opere contemporanee provenienti da tutto il mondo. Alcuni esempi sono Untitled (Club scene) di Kerry James Marshall, The Newsstand di Lele Saveri e il gioco delle 176 emoji progettato da Shigetaka Kurita.

176 emoji, Shigetaka Kurita (1999)

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