Sulle orme delle grandi gesta di John E. Douglas grazie a Mindhunter, la nuova serie Netflix disponibile dal prossimo 13 ottobre.

Salve a tutti amanti del crimine, uomini e donne cresciuti con “La Signora in giallo”, persone che hanno fatto di “Criminal Minds” la loro serie preferita. Mi rivolgo a voi, perché, proprio questo fine settimana – da Venerdì 13 Ottobre – Netflix vi farà un gradito regalo, rilasciando la prima stagione di una nuova serie intitolata “Mindhunter”.

Se siete appassionati di delitti e avete il poster dei più famosi criminologi della TV in camera, questa è la serie che fa per voi, ma scopriamo cosa aspettarci dalla prossima uscita del colosso americano dello streaming.

Mindhunter, tratta dall’omonimo libro “Mindhunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit”, scritto da Mark Olshaker e John E. Douglas, è una Crime Fiction che ci condurrà direttamente nel dipartimento di indagini federali americano degli anni ’70, dove vivremo le avventure di due agenti che, seguendo le tracce di serial killer e stupratori, daranno impulso alla scienza criminologa americana, indagando sulla psicologia dei criminali con cui, di volta in volta, si dovranno confrontare.

La trama ha già iniziato a incuriosirvi? Ebbene, pensate che si baserà su fatti realmente accaduti e che, per scoprire qualche piccola indiscrezione sul contenuto dei primi dieci episodi della serie di Mindhunter – che già il 30 marzo 2017 è stata  rinnovata per una seconda stagione – ci toccherà fare un piccolo salto indietro nel tempo, per scavare nella vita dell’uomo a cui tale fiction è ispirata. Parliamo, ovviamente, di John E. Douglas.

Mindhunter

Scena tratta dalla prima stagione della serie TV Netflix Mindhunter.

Douglas iniziò a lavorare per l’FBI negli anni ’70, all’interno del dipartimento di Detroit, occupandosi inizialmente di negoziare con i criminali per far rilasciare gli ostaggi durante i sequestri di persona. Successivamente, fu trasferito ed entrò nella BSU, un’unità dell’FBI che si occupa di definire i comportamenti criminali dei rei e di studiarne, così, le future mosse, basandosi sulla loro psicologia. Qui, iniziò a sperimentare una serie di tecniche e strategie per sgominare i più famosi ed efferati banditi dell’epoca, ma le sue maniere forti e pionieristiche non furono subito comprese dall’FBI che, inizialmente, non gli dimostrò grande sostegno. Douglas, però, continuò nella sua attività di analisi dei criminali e delle scene del delitto e iniziò ad essere intervistato in America e nel resto del mondo, fino a diventare uno dei più famosi agenti dell’FBI e studiosi del comportamento e delle derive criminali dei malfattori di ambito internazionale.

Grazie alla sua fama, molti sono stati i documentari basati sulla sua storia e, proprio per questo, Douglas conobbe il produttore e vincitore di Emmy Awards, Mark Olshaker, con cui scrisse il best-seller “Mindhunter che dà il nome alla serie. Nel testo, Douglas dà una sua originale visione di alcuni dei casi più controversi e di difficile risoluzione degli ultimi anni, aiutando il lettore ad anticipare dei potenziali comportamenti violenti prima che sia troppo tardi. L’opera serve a definire il suo operato nell’Unità Federale, compiendo una carrellata dei crimini che ha risolto e sottolineando la continua lotta tra bene e male, vita e morte, alla quale lui e gli altri agenti dell’FBI presero parte quotidianamente.

Nonostante sia in pensione, attualmente, grazie al successo di Mindhunter e alla sua spettacolare carriera, Douglas viene spesso ospitato in programmi TV ed è ancora in attività come detective privato e autore di libri.

La figura dell’agente Douglas nella serie si ritroverà nel ruolo di Holden Ford, interpretato da Jonathan Groff, che verrà aiutato nelle indagini dal suo collega Bill Tench, a cui Holt McCallany darà corpo e voce. Quest’ultimo personaggio sarà basato su Robert Ressler, che, come Douglas stesso, si è occupato di tracciare i profili criminali dei serial killer più pericolosi del tempo e, soprattutto, si ricorda per la sua inchiesta su trentasei rei, definiti come “uccisori per gratificazione”, al fine di scoprire delle possibili correlazioni tra il contesto sociale d’appartenenza e la motivazione che li ha spinti a delinquere.

Mindhunter

Jonathan Groff nelle vesti di Holden Ford nella serie Mindhunter.

Insomma, le personalità forti e determinate dei due agenti offriranno sicuramente un ottimo modello per disegnare due protagonisti davvero indimenticabili, ma, se non ne siete ancora convinti, ecco qui un breve elenco di tutti i personaggi dichiaratamente ispirati a Douglas, che hanno reso celebre il mondo del cinema e delle serie TV. Primo tra tutti, spicca il nome di Jack Crawford, una delle figure di grande rilievo di molti romanzi di Thomas Harris, da cui sono stati tratti film del calibro di “ManHunter- Frammenti di omicidio” (1986) e del suo remake “Red Dragon” (2002), nonché del più famoso “Il silenzio degli innocenti” (1991),  vincitore di ben cinque premi Oscar. Infine, anche la più recente serie Hannibal (2013) , secondo il suo creatore Bryan Fuller, vedrebbe il ruolo di Will Graham ispirato al nostro agente. Restando nel campo delle serie TV, nel gennaio del 2015, i creatori del già richiamato “Criminal Minds”, hanno confermato che gli agenti dell’FBI, coinvolti nella identificazione dei profili criminali, Jason Gideon e David Rossi, sarebbero entrambi basati sulla emblematica figura di Douglas. Infine, proprio nostra serie, Mindhunter.

Insomma, gli amanti del genere Crime Fiction, troveranno in Mindhunter pane per i loro denti, ma se non siete ancora abbastanza sicuri di inserirla nell’elenco delle serie da vedere, diamo un ultimo e conclusivo sguardo alla brillante carriera dell’agente John Douglas, per avere un’idea più precisa di quali casi potrebbero essere trattati in questa emozionante prima stagione. Andiamo per ordine: Douglas collaborò nella risoluzione del caso del “Trailside Killer” di San Francisco, che tra il 1979-1981 uccise cinque donne. In questo crimine, fu fondamentale l’intuizione dell’agente, che indicò che la vera ragione della delinquenza dell’uomo era riscontrabile in un passato di tremendi abusi.

Mindhunter

L’attore Laurence Fishburne nei panni di Jack Crawford nella serie TV Hannibal.

Negli stessi anni, l’agente fu per la prima volta pubblicamente riconosciuto per una sua intervista al Magazine “People”, a causa del controverso caso dell’uccisore di bambini di Atlanta, che lo vide partecipare attivamente, individuando il killer in un “ragazzino di colore”, così, quando l’assassino, Wayne Williams, fu catturato, egli dichiarò “È  fin troppo prestante per essere un criminale”, ricevendo una lettera di censura ufficiale dall’FBI.  Infine, diede un apporto decisivo nella cattura dell’avvelenatore di Tylenol, dello spaventatore di prostitute nelle foreste dell’Alaska e infine, del difficilissimo caso del Green River Killer di Seattle, catturato dopo 20 anni di caccia e un numero di omicidi oscillante tra 49 e 71, caso in cui Douglas stesso stava per perdere la vita.

Insomma una carriera non priva di forti emozioni che in parte rivivremo, grazie al lavoro di abili sceneggiatori che riadatteranno la vita e le intuizioni di Douglas per consegnarle all’occhio vigile e attento del fedele pubblico dei Thriller TV, che rimarrà col fiato sospeso, caso dopo caso, cattura dopo cattura, dal 13 ottobre solo su Netflix in Mindhunter.

 

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