L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera è un romanzo filosofico che riguarda l’esistenzialismo e le teorie nietzschiane. Gran parte della trama si concentra attorno alla primavera di Praga del 1968 e agli anni comunisti che seguirono.

Nel libro di Kundera tutto ruota intorno alla vita di quattro personaggi principali: il chirurgo ceco Tomas e sua moglie Tereza, una delle amanti di Tomas, Sabina e poi uno degli amanti della Sabina, Franz. La trama è sparsa e secondaria all’esplorazione dei temi centrali dell’amore e della misconnessione, dell’essere e della leggerezza del romanzo.

Un romanzo assolutamente postmoderno, L’insostenibile  leggerezza dell’essere si discosta dalla tradizione narrativa che non presenta né un tracciato lineare né caratteri completamente arrotondati. Fornisce una serie di episodi nei personaggi vivi interstizzati con le ruminazioni filosofiche dell’autore. Questa struttura frammentata viene usata per suggerire il caos della vita moderna, lasciando l’autore come l’unica voce affidabile all’interno del romanzo.

Nonostante ciò la vita dei personaggi di Kundera è significativa, con l’oppressione e la mancanza di scelta sotto il regime comunista rispetto al soffocante determinismo della vita e alla mancanza di scelta significativa su larga scala. In relazione alla politica aspirazionale, il romanzo stabilisce l’idea che i mali del mondo sono tutti nati dal desiderio di un ideale utopistico ed è piena di paradossi altrettanto intriganti.

Kundera

Insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera.

Anche se L’insostenibile leggerezza dell’essere si occupa prevalentemente della condizione umana, Kundera non sovrastima l’uomo. Infatti, come feroce sostenitore dei diritti degli animali, gran parte del suo discorso è sostenuta dall’idea che gli esseri umani non possano pretendere alcuna superiorità nel mondo naturale.

Sia attraverso la traduzione o la progettazione, la lingua è semplice e non semplice, le frasi affilate e senza tatto. La narrativa è costantemente punteggiata da Kundera, come narratore, commentando le proprie creazioni (la storia, i personaggi), le sue intrusioni analoghe all’interferenza del governo nella vita dei cittadini. Man mano che il romanzo progredisce, diventa sempre più adattato al turno di espressione di Kundera e al ragionamento filosofico, portando a una maggiore comprensione dei suoi argomenti nel suo complesso e diminuendo l’effetto grigliato della prosa spassionata.

Dato il pensiero alla base del libro, L’insostenibile leggerezza dell’essere, nonostante il trascorrere del tempo, rimane comunque attuale per i temi trattati. I lettori moderni possono trovare una parte della filosofia inaspettata e talvolta contraddittoria o leggermente fuori dal segno, ma l’essenza dell’essere non cambia e il romanzo cattura la sua struttura superba. La discussione del peso e della leggerezza, del vivere una vita gravosa o incompiuta, è lasciata aperta, con personaggi che dimostrano i vantaggi e gli svantaggi di ogni percorso. In un lavoro pieno di paradossi ben noti, non si hanno risposte, solo questioni sempre più ampie.

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