L’inganno a doppio senso. Nel film il sesso e la violenza sono solo suggeriti e non mostrati apertamente, lasciando molte cose allo spettatore.

In piena Guerra di Secessione le ultime donne rimaste in un collegio femminile del profondo sud degli Stati Uniti decidono di dare soccorso e ospitalità ad un soldato rimasto ferito in battaglia, il caporale John McBurney. L’arrivo del caporale nel collegio, che rompe con gran sollievo l’isolamento delle studentesse, attira molte attenzioni e scatena gelosie e rivalità tra insegnanti e studentesse, in un crescendo di tensione che infine sfocia nella violenza.

Per ognuna delle donne della scuola il caporale ha un significato ben preciso: per Miss Martha, caposcuola e insegnante, McBurney rappresenta il risveglio di una sessualità assopita da tempo; per Edwina, insegnante che coadiuva Martha, l’uomo è una promessa di libertà e di fuga da quel mondo recluso che la soffoca; per Alicia, una studentessa adolescente, il caporale rappresenta la scoperta dell’amore e del sesso e, infine, per le bambine più piccole il caporale incarna una figura amichevole e fraterna da cui sono lontane perché chiuse in collegio in un paese in guerra. Oltre ad avere un significato diverso per ognuna delle donne del collegio, il caporale rappresenta anche la rottura dell’etichetta e dell’educazione insegnate rigidamente nella scuola, che escludono quelle pulsioni sessuali che si risvegliano nelle donne all’incontro con il caporale. La rottura dell’etichetta è l’avvio di un processo di emancipazione delle donne ancora frustrate dalle regole rigide dell’antichità.

L'inganno

I punti di forza del film, prettamente estetici, sono i costumi di scena (vesti lunghe e immacolate), la sapiente ricreazione degli ambienti del tempo (il sapore di antico delle aule studio e il calore trasmesso dagli altri luoghi casa), le ambientazioni (il collegio bianco immerso nel verde) , la buona riuscita visiva di alcune scene (la scena in cui le ragazze suonano e cantano davanti al caporale mentre si crea un gioco di sguardi tra loro) , la bellezza angelica delle attrici che incarnano perfettamente i loro ruoli (la tristezza dignitosa di Edwina, la severità di Miss Martha nell’educare le sue ragazze, la spensieratezza e curiosità tipicamente adolescenziale di Alicia).

Il punto di debolezza de L’inganno, invece, è l’improvviso rivolgimento narrativo che trasforma il quadro idilliaco e spensierato iniziale in uno scenario teso e violento, dando luogo ad un vero e proprio slittamento di genere. Il momento di svolta all’interno film è l’amputazione della gamba del caporale, che si rende necessaria per salvargli la vita a seguito di una caduta dalle scale. Dopo la perdita dell’arto il caporale impazzisce sia per il dolore fisico che per il dolore psicologico di essere uno storpio, diventando aggressivo ed autoritario nei confronti delle donne del collegio che gli hanno prestato assistenza e che non lo circondano più come prima, ma rifuggono, impaurite dalla sua collera e dalla sua menomazione. Vulnerabili di fronte a un uomo che le tiene in pugno con un’arma, le donne decidono di liberarsi del caporale traendolo in inganno.

Accanto al cambiamento di genere, un’altra debolezza del film, L’inganno, è la scarsa attenzione riservata al passato dei protagonisti, che sembrano aver vissuto solo per il tempo della proiezione. Non è svelato, ad esempio, il passato di Edwina e che cosa ha portato il suo spirito libero ad essere confinato in un collegio femminile immerso nella campagna.

Il finale de L’inganno è scontato e non concede spazio a nulla: le donne, dopo aver portato a termine il loro piano, non hanno alcun rimorso o dispiacere per le loro azioni, anche se queste si sono rese necessarie. Perfino Edwina, l’unica realmente innamorata del caporale, non ha alcun moto di ribellione o vendetta e diventa impassibile. All’interno del collegio le donne dimostrano di avere un potere che nessun agente esterno può intaccare: è per questo che nella scena finale sono inquadrate sotto i portici della scuola, dove appaiono ferme, orgogliose e sicure. Il collegio femminile rappresenta il primo microcosmo di ribellione femminile.

L’inganno, da cui prende il nome la pellicola, è un inganno reciproco: è sia l’inganno orchestrato dal caporale, che usa la gentilezza e le dichiarazioni d’amore per restare nel collegio al riparo dalla guerra, sia l’inganno delle donne che, nella loro volubilità, ammaliano il caporale facendolo sentire amato mentre il loro desiderio è solo fugace e che prima salvano l’uomo e poi decidono di eliminarlo. Oltre all’inganno, il film riproduce la confusione e la tensione che si creano in un luogo appartato in cui un unico uomo è a contatto con molte donne: in questi contesti l’uomo rimbalza continuamente da una donna all’altra senza sapere cosa vuole o volendo tutto, mentre le donne, non avendo altre distrazioni, concentrano il loro desiderio su un’unica persona facendo diventare il tradimento qualcosa di terribile e funesto.

La tensione accumulata nel film non esplode come dovrebbe: il sesso e la violenza, infatti, sono solo suggeriti e non mostrati apertamente, rendendo il film inconsistente e ingannevole.

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.