La caduta del muro di Berlino, avvenuta 25 anni fa, è stata celebrata in tutto il mondo. Attraverso l’arte e le sue forme abbiamo potuto assistere nella settimana che si è appena conclusa alle più disparate iniziative,prime fra tutte, quelle organizzate nella stessa Berlino.

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Nella capitale tedesca infatti, dal 7 al 9 novembre, la caduta del muro è stata ricordata con iniziative del tutto creative e originali. E’ stata, innanzitutto, eretta un’installazione chiamata Lichtgrenze i confini della luce ) progettata da tempo  in ogni minimo dettaglio. L’opera consta di una lunghissima fila di ottomila palloncini volti a ricreare l’ex barriera della guerra fredda che dal 1961 al 1989 ha diviso nettamente Berlino est da Berlino ovest. Chiunque poteva “adottare” uno di questi palloncini, tutti di colore bianco e gonfiati con l’elio, per scriverci sopra un desiderio. Illuminati internamente  da un led, i palloncini della Linchtgrenze sono agganciati singolarmente a un supporto in modo da farli somigliare a dei veri e propri lampioni. L’installazione è stata ideata e progettata dai due artisti tedeschi  Christopher e Marc Bauder. La Lichtgrenze si estende complessivamente per 15.3 chilometri seguendo il perimetro originario del muro e passando per diversi quartieri della città tra cui Bornholmer Strasse, Oberbaumbruck e il Mauerpark (parco del muro). Alcuni ricercatori dell’università di Hannover hanno inoltre reso, su richiesta degli organizzatori,i  palloncini biodegradabili utilizzando materiali la cui decomposizione sarà rapida e favorita dagli agenti atmosferici.

In questa tre giorni di celebrazione sono inoltre state organizzate delle visite guidate fra i luoghi più significativi del periodo 1961-1989  e creati siti e app che ripercorrono i momenti e gli avvenimenti storici di maggiore portata . Dalla Porta di Brandeburgo, centro nevralgico dei festeggiamenti, al Berlin Wall Memorial di Bernauerstrasse punto cardine dell’ex confine nonché teatro di risonanti fughe verso est. Da Potsdamer Plaz, piazza famosa per essere stata divisa a metà dal muro, a Check Point Charlie posto di blocco che collegava l’allora quartiere sovietico Mitte con quello americano di Kreuzberg. Proseguendo questo percorso, ci si imbatte nel Panometro opera realizzata da Yadegar Asisi che, in una struttura cilindrica, offre una visuale a 360 gradi dal muro di Berlino tra scorci di vita quotidiana e ricostruzioni temporali in un’ ipotetica giornata d’autunno di fine anni ’80. Poco più a est si trova invece la East Side Gallery la più grande sezione di muro conservata nel centro cittadino e trasformata in una grande tela a cielo aperto interamente a disposizione di chiunque sia o voglia improvvisarsi artista.

east side g

 

Domenica 9, ultimo giorno di festeggiamenti , a partire da mezzogiorno e per tutto il giorno, la porta di Brandeburgo è stata teatro di un concerto- evento che ha visto l’esibizione di svariati artisti tra cui Peter Gabriel che ha incantato tutti con una versione inedita di Heros di David Bowie in ricordo di tutte le vittime del muro.
Le 19.20 sono state segnate invece dal momento clou della giornata : sulle note dell’ Inno alla Gioia dalla nona sinfonia di Beethoven, per dire simbolicamente no a tutte la divisioni passate e future, sono stati liberati in cielo gli ottomila palloncini della Lichtgrenze.

Non poteva mancare il contributo commemorativo di Google con il suo doodle. Il suo formato video mostra come alcune parti del muro siano diventate monumenti ora esposti in diversi paesi:

Un’ulteriore e notevole iniziativa artistica è stata quella del fotografo Sean Gallup che ha pensato di modificare una serie di foto al fine di evidenziare la metamorfosi della città di Berlino dagli anni del muro a quegli odierni.

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/07/muro-di-berlino_n_6122176.html?ref=fbph

Ci si augura che tutte queste iniziative abbiamo non solo contribuito a ricordare una tale pagina di storia, ma che siano valse a sensibilizzare la coscienza di ognuno di noi e a rendere evidente che , come ha recitato il Papa durante l’Angelus dedicato alla caduta del muro di Berlino,  “dove c’è un muro c’è chiusura di cuore: servono ponti non muri..con la salda speranza che si diffonda sempre di più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo”.

Angela Nimo

 

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