Terzo in classifica, il film di Donato Carrisi, La ragazza nella nebbia, ha portato in alto il nome dell’Italia. Carrisi ha reso giustizia al suo stesso libro: il primo romanziere che veste bene i panni del regista.

Donato Carrisi non è un regista. Donato Carrisi è un giallista, uno scrittore di thriller di fama internazionale, ma ha fatto veramente un bellissimo film, tratto da un suo stesso best seller.

La ragazza nella nebbia del titolo è Anna Lou, una ragazzina coi capelli rossi di un piccolo paese di montagna, Avechot, tutta casa e chiesa o, meglio, tutta casa e confraternita religiosa di integralisti cristiani. Sul suo cellulare pochi numeri di telefono: i famigliari, la chiesa e poco altro. Scompare nel nulla una mattina, ancor prima dell’alba, nel percorre le poche centinaia di metri che coprono il tragitto da casa sua alla missione. Ad indagare arriva il mefistofelico ispettore Vogel (Toni Servillo), famoso per veicolare a suo piacere l’attenzione dei media. Finirà sotto inchiesta un ambiguo professore di liceo (Alessio Boni). Il tutto è narrato in flashback dallo stesso ispettore, coperto di sangue e in stato confusionale a seguito di un incidente stradale, nello studio di uno psichiatra (Jean Reno).

Una critica pesantissima della speculazione riguardante i casi di cronaca nera ad opera dei mass media per avere il massimo dell’audience, zeppa di riferimenti alla realtà (da Unabomber a Yara Gambirasio) ma, soprattutto, un thriller tesissimo che ha il suo punto di forza nella trama, piena di colpi scena, e in un cast di all stars nostrane su cui troneggiano Alessio Boni e Gaetana Ranza (La grande bellezza), qui nella parte di una cronista d’assalto senza scrupoli.

Donato Carrisi

Anna Lou è La ragazza nella nebbia, il film Donato Carrisi.

Carrisi, alla sua prima regia, commette diverse sbavature, qualche piccolo errore, ma centra comunque diverse scene molto meglio di certi presunti registi e, come sceneggiatore, sfata il mito che “I romanzieri sono i peggiori adattatori cinematografici dei loro libri”. Fotografia e colonna sonora efficaci e dallo stampo smaccatamente american thriller. Nota negativa per il plastico del paesino: ottima idea ma pessima realizzazione. Jean Reno fuori parte.

Il primo weekend è partito benissimo (terzo in classifica nazionale dopo Thor 3 e It) e l’ottimo passaparola da bar partito spontaneamente e con entusiasmo da parte di chi lo ha visto sembra porterà a nuovi interessanti risultati al botteghino. Finalmente torna il cinema di genere italiano con la C maiuscola.

La sfida, oltre a capire come stanno le cose, è trovare le citazioni dai casi di cronaca (un certo furgone/fuoristrada bianco ammaccato, in primis). Notevole e arguto al punto giusto.

In definitiva, meglio La ragazza nella nebbia nostrano dell’americano L’uomo di neve, una super schifezza anch’essa tratta da un thriller best seller internazionale e con cast all stars. Questa volta, almeno stavolta, vinciamo noi italiani.

VOTO: 8 e 1/2

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.