La notte del giudizio ( titolo originale The Purge) è una serie di tre film prodotta dalla Blumhouse, in cui viene immaginata l’esistenza di un’unica notte all’anno in cui tutti i crimini, incluso l’omicidio, sono permessi. La serie cinematografica è iniziata con La notte del giudizio (2013) ed è proseguita con i sequel Anarchia – La notte del giudizio (2014) e La notte del giudizio: Election year (2016) .

 

Nell’America del 2022 i nuovi padri fondatori hanno istituito la Notte dello sfogo, una notte in cui tutti i crimini sono consentiti e non è possibile chiamare i servizi di emergenza se si diventa vittima dello sfogo altrui. Lo sfogo è visto come un bene per il paese perché permetterebbe alle persone di sfogare l’aggressività e le emozioni negative accumulate durante l’anno, facendole divenire cittadini nuovi, migliori, purificati, ed anche perché concentrare il crimine in un’unica notte dell’anno farebbe abbassare notevolmente il livello generale di criminalità. Nell’America futura immaginata dal film, infatti, la criminalità e la disoccupazione sono a livelli bassissimi. È per queste ragioni che le vittime della notte dello sfogo sono ringraziate e viste come martiri che si sono “sacrificati per il bene dell’America”.
Il vero obiettivo della notte dello sfogo, celato abilmente dietro giustificazioni comunque non condivisibili dal sentire comune, è ben diverso ed ha un’implicazione sociale profonda: lo sfogo è finalizzato ad eliminare le fasce più povere della società, per sgravare lo Stato dalle spese per l’assistenza delle persone disagiate, per ridistribuire la ricchezza e ripulire la comunità.

La notte del giudizio

Il tema dell’aggressività, filo conduttore di tutta la serie, è esplorato maggiormente nel primo film. Questo ha per protagonista una famiglia benestante che, dopo essersi barricata in casa per proteggersi dallo sfogo e aver salvato una persona bisognosa di aiuto, riceve la visita di un gruppo di persone mascherate che minacciano di sterminarla se non gli restituiscono l’uomo che hanno fatto entrare in casa, uomo su cui avevano intenzione di sfogarsi. Le persone in maschera danno immediatamente l’idea di persone benestanti: sono ben vestite, curate nell’aspetto e perfino gentili, ma, nonostante la loro condizione agiata, sono piene di odio e di aggressività da sfogare nell’unica notte in cui possono farlo.

Per buona parte del film vediamo queste persone attendere pazientemente fuori dalla casa e, nell’attesa, mimare gesti crudeli all’indirizzo della famiglia che li osserva dalle telecamere, giocare, uccidersi tra loro per futili motivi, fino all’arrivo dei rinforzi che scardinano l’ingresso della casa, permettendo ai killer di entrare: è in questo momento che l’inquietudine provata fino ad allora cede il posto al male puro e alla lotta dell’uomo contro l’uomo.

L’aggressività connatura anche la famiglia minacciata: i killer, infatti, le danno la possibilità di salvarsi a patto di restituire l’uomo a cui stanno dando protezione. Così, in una casa buia, cupa e silenziosa, i due genitori, intenzionati a salvare a tutti i costi i propri figli, si impegnano in una caccia serrata all’uomo sparito da qualche parte nella loro grande villa dopo essere stato salvato dal loro figlio più piccolo. Stanno quasi per consegnarlo ai killer quando la loro umanità li fa desistere e scegliere di combattere anche a costo di morire, piuttosto che abdicare alla propria coscienza. Questo è un momento cruciale del film perché prospetta la possibilità che la pietà umana possa schiacciare l’istinto primordiale di autoconservazione.

Anarchia – La notte del giudizio

Nel secondo film la Notte dello sfogo ha un significato più profondo: non è più solo una notte per sfogare la propria aggressività, ma è anche l’occasione perfetta per eliminare i poveri dalla società, facili bersagli a causa della loro condizione economica che non gli permette di difendersi adeguatamente. A tale scopo, nella seconda notte dello sfogo, un esercito governativo fa irruzione nelle case popolari della città per catturare le famiglie più povere. Tra queste c’è quella composta da due donne di colore, madre e figlia, che vengono tratte in salvo da un uomo armato che, non si sa perché, gira da solo a bordo della sua auto nella notte più pericolosa dell’anno.

L’uomo, le due donne e una giovane coppia che si unisce a loro successivamente si ritrovano, dunque, per strada nel bel mezzo dello sfogo annuale. La città è deserta, tetra, sembra abbandonata, per le sue strade girano solo le persone intenzionate a sfogarsi sui malcapitati di turno, che la trasformano in un campo di battaglia calato in un mondo moderno che si dichiara falsamente civilizzato. Nonostante i suoi sforzi, il gruppetto viene catturato dall’esercito governativo e condotto nel luogo in cui si svolge un’asta organizzata dai ricchi per accaparrarsi persone su cui sfogarsi. Così il gruppo finisce in un labirinto costruito appositamente per la notte dello sfogo, in cui ognuno viene inseguito e cacciato come se fosse una belva, mentre altri ricchi li osservano compiaciuti da una vetrata che affaccia sul labirinto mortale.

Il secondo film mette in scena un nuovo conflitto tra ricchi e poveri, in cui i secondi diventano vittime dei primi. I ricchi approfittano della loro debolezza per sfogare i propri istinti più profondi. I poveri diventano una variabile da cancellare per i meri interessi dei ricchi, raffigurati come una classe perennemente insoddisfatta, sia nei sentimenti che nella ricchezza posseduta, ed egoista.
Anche in questo film c’è spazio per la pietà umana, stavolta riservata ai più abietti: alla signora ricca che viene risparmiata dal gruppo dopo che è riuscito a scamparla e all’uomo che ha investito e ucciso il figlio del tipo solitario, che stava girovagando per la città proprio per ottenere vendetta.

L’umanità straordinaria dimostrata nel film ha il significato della speranza in un mondo migliore in cui si possa smettere di odiare ed iniziare a perdonare e si pone in contrasto fortissimo con tutta la violenza gratuita perpetrata dall’uomo.

La notte del giudizio: Election year

Nel terzo film una senatrice in corsa per la presidenza lotta per l’abolizione dello sfogo annuale spinta da una motivazione personale molto forte: è l’unica sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia in un precedente sfogo. Forte di un ampio consenso popolare, la senatrice è una persona molto scomoda per i nuovi padri fondatori e tutto l’universo che trae profitto dall’esistenza dello sfogo tra cui le lobby delle armi, le compagnie assicurative e perfino il settore del turismo, remunerato dai cosiddetti “turisti dell’omicidio”, espressione che ricorda molto quella di “turisti dell’orrore”, cioè quei turisti che si recano in America per poter partecipare allo sfogo non concesso nei loro paesi di provenienza.

Noti i rischi che corre la senatrice, la donna viene circondata da una scorta di uomini e rinchiusa in un palazzo durante la notte del sfogo, ma neanche lì al sicuro perché uno dei suoi uomini la tradisce e la dà in pasto ai suoi nemici. Fuggita con il suo bodyguard di fiducia, la senatrice ripara in un luogo segreto nascosto in una galleria della città dove i detrattori dello sfogo hanno creato una base per fornire cure mediche alle vittime e per organizzare missioni di sabotaggio. Poco dopo la senatrice viene catturata e condotta nella chiesa dove i membri del governo svolgono riti sacrificali. Questo è il luogo in cui si assiste alla follia dei fautori dello sfogo, che venerano, lodano e celebrano la notte annuale come una divinità.

Nel terzo film la Notte dello sfogo, in precedenza rappresentata come una lotta tra buoni e cattivi, si deve confrontare con le posizioni ostili di chi ritiene che un governo non possa mantenere la stabilità interna usando la violenza: se lo Stato ha il dovere di proteggere la popolazione, allora consentire la criminalità in un’unica notte per mitigarla negli altri giorni dell’anno è contraddittorio e immorale. La lotta per lo sfogo deve avvenire con mezzi pacifici, altrimenti è insensata: è questa l’idea che la senatrice porta avanti con forza d’animo e che le fa risparmiare la vita di coloro che avrebbero voluto farla fuori.

La Notte del giudizio è un film che si segnala per la sua abilità di rendere realistica e normale l’esistenza di qualcosa come la notte dello sfogo: la sua ragion d’essere, infatti, appare molto logica, anche se immorale, e l’essere favorevoli o meno ad essa equivale quasi ad essere favorevoli o meno a questioni più banali o molto lontane da quella affrontata nel film. L’esistenza di lobby interessate alla prosecuzione dello sfogo annuale è un chiaro riferimento alle lobby reali i cui interessi economici si ripercuotono sulla vita delle persone, a cominciare dalle lobby delle armi.

La notte del giudizio è un film che denuncia la violenza, l’arrivismo economico, la diseguaglianza e l’egoismo sociale.

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