Vincitore del Premio Pulitzer, Whitehead con il suo libro La ferrovia sotterranea pone i riflettori su un tema purtroppo ancora attuale: il razzismo.

La ferrovia sotterranea, libro uscito il 6 agosto 2016, altro non è che un tracciato di storia dell’umanità, quella storia tanto tenebrosa che ancora oggi macchia il cuore di alcuni uomini. Razzismo e schiavismo sono gli argomenti principali trattati dal libro di Colson Whitehead.

Un misto di notizie unito ad pizzico di fantasia ha dato vita ad un best seller che merita tanta attenzione, non solo per i riconoscimenti ricevuti, quali il Premio Pulitzer e il National Book Award – unica opera degli ultimi vent’anni ad averli ricevuti entrambi – ma per la denuncia di crudeltà e verità su cui ha puntato i riflettori.

La ferrovia sotterranea, con stile tipico americano dello scrittore newyorkese, mette a nudo con periodi semplici e chiari, dettagliati ma essenziali, orrori realmente accaduti e così macabri che lo stesso Whitehead ha deciso di non caricare la sua stesura con eccessiva enfasi narrativa.

Colson Whitehead, autore di La ferrovia sotterranea

Colson Whitehead, autore di La ferrovia sotterranea grazie a cui ha vinto Premio Pulitzer e il National Book Award.

La fantasia è stata fondamentale per l’elaborazione del suo romanzo storico. Con ferrovia sotterranea si soleva indicare la rete clandestina di militanti antischiavisti che nell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Per Whitehead la ferrovia sotterranea altro non è, nel suo libro, che una reale linea ferroviaria segreta attraverso cui la sua protagonista, e tutti quelli come lei, tenta la fuga per raggiungere la salvezza. Idea, questa, che ha preso spunto da una sua convinzione riguardo alla rete dei liberatori che aveva da piccolo.

Il libro è tanto un romanzo storico quanto un romanzo attuale. Il razzismo, purtroppo, è ancora un tema caldo che seppur con l’abolizione dello schiavismo e la convivenza tra le diverse etnie, persiste nel tempo. Problema, ad esempio, attualmente esistente in un Paese come l’America. La discriminazione verso i neri sembrava essersi assopita durante gli 8 anni di Presidenza di Obama; ma adesso, con la salita al potere di Trump, il mostro assopito si è risvegliato e gli odi hanno ripreso a vivere nella popolazione.

A proposito di Obama e del libro, lo stesso ex Presidente degli Stati Uniti ha affermato: «Il romanzo di Colson Whitehead ci ricorda come il dolore della schiavitù si trasmetta da una generazione all’altra, non solo in modi espliciti, e come cambi la mente e il cuore delle persone».

Whitehead ne La ferrovia sotterranea offre una testimonianza scioccante e politicamente consapevole dell’eterna brutalità del razzismo, ma al tempo stesso dà vita ad un’appassionante storia d’avventura che per ritmo e colpi di scena ricorda i western pulp di Quentin Tarantino, in particolare Django che ha alla base gli stessi temi di schiavismo e razzismo. Unica differenza è che al centro della storia in questo caso vi è una moderna e tenace eroina femminile, Cora.

Diamo uno sguardo più da vicino al libro, senza però svelarne troppo il contenuto.

Il libro

La ferrovia sotterranea di Colson WhiteheadTitolo: La ferrovia sotterranea

Autore: Colson Whitehead

Traduzione: a cura di Martina Testa

Editore: SUR

Collana: BIGSUR

Pagine: 376

Genere: romanzo

La trama

Nella Georgia della prima metà dell’Ottocento, la giovane schiava nera Cora decide di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, e insieme all’amico Caesar comincia un arduo viaggio verso il Nord e la libertà. Servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, Cora fa tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza?

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