In arrivo in casa Rai la serie televisiva Il Nome della Rosa, una nuova produzione che nel corso del tempo ha avuto una storia travagliata.

Il progetto Rai di trasformare il libro de Il nome della rosa in una serie tv era stato approvato prima della scomparsa dell’autore, Umberto Eco. La sceneggiatura della serie è stata scritta da Andrea Porporati e dal britannico Nigel Williams. Solo 3 anni fa, il produttore Matteo Levi ha acquistato i diritti della storia, ma di tutto questo si sa ben poco e tutto, finora, è rimasto segreto.

Sono apparse dal Mipcom le prime notizie della serie: alla regia dei 6 episodi troveremo Giacomo Battiati che inizierà le riprese solo nel 2018. Il ruolo del protagonista Guglielmo di Baskerville è stato affidato a John Turturro, mentre Bernando Gui sarà Rupert Everett. Adso da Melk sarà l’attore 18enne tedesco Damien Hardung.

La garanzia di successo è garantita dall’imponenza del prodotto letterario di partenza, un vero gioiello della letteratura contemporanea italiana. Ambientata nel 1327, la storia si basa sull’espediente letterario del manoscritto ritrovato. A scriverlo è il giovane Adso da Melk che racconta i suoi anni da novizio insieme al maestro Guglielmo di Baskerville.

Il nome della rosa

Umberto Eco, autore de “Il nome della rosa”.

Questa, tuttavia, non è l’unica produzione audiovisiva del libro: conosciuta in tutto il mondo, infatti, è la pellicola cinematografica realizzata nel 1988 dal regista francese Jean-Jacques Annaud con Sean Connery nei panni del protagonista, vincendo vinse due Bafta, un Cèsar, cinque David di Donatello e tre Nastri d’ArgentoIl film dopo ben 13 anni dalla sua uscita ha detenuto il record assoluto di ascolti su RaiUno, raggiungendo i 14 milioni e 672mila spettatori. 

Il nuovo prodotto è un’ulteriore scommessa vinta già in partenza della Rai di entrare nel mercato e panorama internazionale, con un budget di quasi 23 milioni di euro, solo secondo rispetto al finanziamento della seconda stagione de I Medici

Aspettiamoci dunque una nuova ondata di prodotti televisivi all’italiana di qualità che sappiano competere con i colossi americani e brittanici.

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