Un disegno colorato per sfuggire agli orrori della guerra e per infondere speranza nei sogni e nei desideri dei bambini.

Questa è la curiosa storia di Nasser e Mohammed Darwish, rispettivamente 11 e 9 anni.

Originari della Siria, i due fratelli sono nati ad Aleppo, ma la loro infanzia è tutt’altro che spensierata e diviene una continua fuga da un paese dilaniato da un conflitto che si protrae da lungo tempo.

Una fuga disperata, anticipata dalla morte improvvisa della madre, che porta i due bambini assieme al padre a trovare rifugio presso la città di Beirut, nel cuore del Libano.

© Made In..Art Gallery

© IDraw to live © Made In..Art Gallery

Ed proprio in questa città che a Nasser e Mohammed nasce un’idea semplice, ingegnosa e creativa, che attira subito l’attenzione e il sorriso dei passanti: per aiutare simbolicamente il padre, finita la scuola i due fratellini danno libero sfogo alla loro fantasia con matite colorate e fogli di carta, trasformando le strade della capitale in un atelier a cielo aperto e rendendo visitatore e potenziale “collezionista d’arte” chiunque si fermi a guardare queste piccole e vivacissime cartoline.

La realizzazione di questi disegni diviene anche una sorta di medicina dolce per dimenticare gli orrori del passato, recuperare e vivere appieno quell’infanzia che era stata brutalmente spezzata.

E proprio come nell’innocente bambinesco gioco del “telefono senza fili”, la voce si sparge e si diffonde, la novità attira l’attenzione del web e la questione viene portata a livello internazionale.

Questa storia arriva fino alla città lagunare e viene ascoltata ed accolta dalla giovane curatrice e gallerista Enas Elkorashy, che decide d’intraprendere un viaggio alla ricerca di questi bambini, entrando in contatto con una realtà considerata così lontana e offuscata, ma in verità più tangibile e concreta come mai prima d’ora.

Un susseguirsi di eventi e d’emozioni: l’arrivo a Beirut, la compagnia e l’aiuto della giovane regista e video maker Farrah Al Hashem (realizzatrice del film “Breakfast in Beirut”) e del giornalista Abdulraham Orabi, l’incontro col padre e i due piccoli artisti sognatori e mentre la telecamera di Farrah filma i vari momenti, il progetto per portare il talento dei due fratelli in Italia prende forma e viene battezzato “I Draw to live”.

© Made In..Art Gallery

© IDraw to live © Made In..Art Gallery

I disegni vengono finalmente portati in Italia e fatti conoscere al pubblico con una mostra inaugurata il 10 Settembre presso la galleria Made In..Art che vede la partecipazione dell’artista trevigiana Patrizia Polese, che crea appositamente una delicata istallazione a fili rossi che sospende e cristallizza nel tempo e nello spazio i fragili disegni dei bambini, i quali nel frattempo avevano ricevuto l’aiuto simbolico di altri loro coetanei e connazionali: ai due principali artisti si sono aggiunti i disegni di altri 58 bambini e i numeri sono destinati a crescere.

© IDraw to live © Made In..Art Gallery

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Una mostra delicata ed innocente, che porta a riflettere sul concetto di giustizia e di confini, sulla perdita della propria casa e della propria identità nazionale, su cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, sui pregiudizi e a vedere il mondo con gli occhi di un bambino.

Un foglio di carta, dei colori e la fervida creatività dei bambini contro la sterilità e l’annichilimento delle armi.

Elena Miatto

La mostra sarà visitabile presso la galleria Made In..Art, Campiello Lavadori di Lana (vicino Piazzale Roma), VE. Il progetto “IDraw to live” sempre aperto per nuove collaborazioni.

Le opere esposte comprendono i disegni dei bambini, l’istallazione “The Jungle” di Patrizia Polese e il film-doc di Farrah Al Hashem

Elena Miatto

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