Girls è uno show televisivo della HBO, creato da Lena Dunham e iniziato nel  2012. E’ tutt’ora in produzione per la sesta (ed ultima) stagione. Ecco 5 buoni motivi per iniziare una bella maratona di questo show:

1) Le origini. La leggenda narra che Lena Dunham, ragazza newyorkese abbastanza sconosciuta, sia stata contattata direttamente dall’HBO per parlare insieme di un eventuale show dopo che il canale era rimasto impressionato da un suo cortometraggio. Insomma, incoraggiante una storia del genere per chi ha un sogno analogo, no?

2) Non è Sex and The City. Intendiamoci, Sex and The City fa parte della bibbia dei telefilm ma, oggettivamente, è leggermente troppo in alcuni casi. In quale realtà una scrittrice con una piccola rubrica, può permettersi un appartamento a New York, brunch, serate, cene con annessa Manolo Blahnik abbinata? Ecco, su questo aspetto, Girls è vincente.

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3) Dicono quello che tutti abbiamo pensato almeno una volta nella vita ma che non abbiamo detto per poco coraggio (o troppa educazione).

4) E’ audace. Girls è uno show che oggettivamente può non piacere. I personaggi dicono e fanno cose scomode, sono antipatici e ci si affeziona a loro molto lentamente. La protagonista è in sovrappeso, non ha un fisico perfetto ma non ha problemi a mostrarlo in scene di nudo integrale, per esempio.

Lena Dunham, dopo l’uscita del pilot, venne accusata di ipocrisia e razzismo perché il gruppo di amiche, non avendo in esso anche una ragazza di colore, non rappresentava la vera New York. L’autrice si vide così costretta a rispondere alle critiche e affermò che la scelta fu ben consapevole in quanto si rifiutò di scrivere qualcosa che non conosceva, affermando poi che tutto ciò che vediamo nello show è stato da lei vissuto in prima persona o da qualcuno a lei molto vicino. Se sei l’autore di un teen drama come Dawson’s Creek (giusto per fare un esempio celebre) è facile ammettere la percentuale di autobiografia in esso ma beh, al contrario, nel caso di Girls potrebbe non esserlo altrettanto.

5) Non gioca sull’identificazione con i personaggi. Solitamente, quando protagonista dello show è un gruppo di amici/amiche, si gioca sul prendere degli stereotipi per rendere facile l’identificazione dello spettatore nei personaggi che vede sullo schermo. Ecco, le protagoniste di Girls non sono propriamente delle belle persone. Sono stronze, diciamolo, ma è proprio per questo che sono reali. Difficilmente qualcuno potrebbe dire senza un minimo di vergogna “sono Hannah!” come qualche anno fa poteva dire “beh, sono Carrie!”. Visto così potrebbe essere considerato come un punto a sfavore dello show ma in realtà, ne esce come carta vincente. Se vuoi vedere qualcosa di reale, per quanto ovviamente può esserlo qualcosa che è finzione per definizione, facile… è Girls.

Melissa Farina

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