Ecco tre buone ragioni per andare a vedere Gifted – Il dono del talento, l’ultimo film di Chris Evans, dal primo novembre in tutte le sale italiane.

Dal primo di novembre le sale cinematografiche italiane hanno proiettato uno dei film da me più attesi di questo mese, Gifted – Il dono del talento, pellicola americana che ha avuto una buona accoglienza anche nel Belpaese, pur essendo passata un po’ in sordina rispetto ad altri progetti, promossi dai colossi dell’industria cinematografica. Per scoprire di cosa si tratta, vi diamo, qui, tre buoni motivi per correre al cinema e recuperarne la visione.

Gifted

  1. La Trama:

Gifted – Il dono del talento è la classica tragicommedia americana che narra le vicende di una bambina, Mary Adler, dotata di un talento enorme per la risoluzioni di complicati problemi matematici, nonostante la sua giovanissima età. Ella, rimasta orfana della madre all’età di sette anni, viene affidata alle cure dello zio Frank, il fratello della madre, il quale, senza pochi problemi iniziali, la accoglie in casa sua e la accudisce come fosse sua figlia. Quando tra i due sembra instaurarsi un rapporto davvero forte – tanto da trascendere le difficoltà che lo zio dimostra di avere, in un primo momento, nel prendersi cura di qualcun altro che non sia lui stesso e che abbia un’età così giovane -, le loro giornate felici sembrano essere sul punto di concludersi. Infatti, è proprio l’insegnante della bambina a rendersi conto, per prima, della sua inaspettata genialità e dell’enorme talento della giovane e a informarne lo zio e la nonna Evelyn di ciò che Mary è in grado di fare.

Nascerà, così, una vera e propria battaglia legale per l’affidamento di Mary, contesa, da una parte, dalla nonna, che vuole mandarla in Massachusetts, in una scuola in grado di darle una formazione avanzata e all’avanguardia, e dall’altra, dallo zio, che, invece, vuole portare avanti l’educazione impartita da sua sorella, la quale avrebbe voluto una vita assolutamente normale per la figlia, preservandone la gioventù e facendole compiere tutte le tappe del suo percorso di crescita senza traumatici cambiamenti e senza fretta, affinché Mary cresca e venga trattata come tutti gli altri bambini.

Una lotta tra oikos e nomos, direbbero i greci, tra i valori della casa, quelli di protezione dell’infanzia di Mary, nulla più che una bambina, e le regole della società, che impone lo sfruttamento della genialità a tutti i costi, facendo diventare un dono – come dice lo stesso titolo del film – una rovina per la piccola, la quale correrà il rischio di essere portata lontano da casa e dalle cure familiari e trascinata all’interno del mondo adulto, un universo che, mentalmente, sembra essere capace di affrontare, ma che, psicologicamente, appare troppo fragile per potervi uscire vincitrice.

Gifted

  1. Gli Attori:

Un altro punto di forza di Gifted – Il dono del talento è, senz’altro, il  cast che ha partecipato alla realizzazione della pellicola, a partire dalla giovane protagonista, Mckenna Grace. Attrice di grande talento e dalla convincente interpretazione, la sveglia undicenne merita pienamente il ruolo ottenuto, per di più, la vedremo presto anche in un’altra pellicola: “I, Tonya”, dove rivestirà la parte di una pattinatrice,  che, nella sua versione adulta, sarà interpretata dalla moderna Harley Queen, Margot Robbie, affiancata da Sebastian Sten, un altro pezzo importante dell’industria cinematografica che trae spunto dai fumetti. Infatti, Sten non è altro che l’interprete di Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno del Marvel Cinamtic Universe.

Perché vale la pena ricordarlo? Perché anche il protagonista di Gifted – Il dono del talento, Chris Evans è il noto attore che interpreta, nello stesso MCU, il paladino della giustizia Captain America. È chiaro che un ruolo così forte, ben riconoscibile e amato dal pubblico di tutto il mondo sia difficile da eliminare con un colpo di spugna, ma, pare, che non sia questo l’intendo di Evans. Egli ha, infatti, dichiarato che con Gifted ha voluto semplicemente dimostrare al mondo dell’esistenza di un altro tipo di eroismo: non quello dei mantelli e delle tutine aderenti, che combatte contro i cattivi dotati di superpoteri, ma quello dei comuni mortali, uomini come noi, senza armi se non quelle giuridiche, spinti da valori forti, quelli dell’amore e della famiglia, valori, forse, semplici e, per alcuni, non così importanti, ma che sono capaci da sempre di smuovere montagne e superare ogni problema con la forza e la determinazione di chi non vuole arrendersi davanti alla “legge del più forte”. Chris si è detto molto soddisfatto del film, soprattutto perché, per lui, il sentirsi appartenente ad una famiglia solida e unita è una delle più importanti gioie che la vita possa regalare e ha commentato di essere fiero di aver avuto l’occasione di diventare portavoce di tutta quella gente che lotta strenuamente per i propri cari e per il loro bene, gente in cui egli stesso si riconosce perfettamente.

Non di secondaria importanza è Jenny Slate, nella parte della maestra di Mary, che non solo ha fatto parlare di sé grazie alla sua impeccabile performance, ma anche per il flirt avuto con lo stesso Evans, proprio a seguito delle riprese di Gifted. Pare, però, che la fiamma tra i due si sia spenta dopo pochi mesi, lasciando il nostro Chris “the family guy” Evans in cerca di una nuova metà per formare il suo futuro e tanto desiderato nucleo familiare. Infine, troviamo Lindsay Duncan, l’attrice scozzese di grande classe e indiscussa bravura, che molti ricorderanno per aver partecipato ad “Alice attraverso lo Specchio”, diretto da James Bobin, -seguito del più fortunato “Alice in Wanderland” del visionario regista Tim Burton – e per le sue parti in varie serie Tv come Merlin e Black Mirror e che, qui, in Gifted, troviamo nel ruolo della severa nonna di Mary.

 Gifted

  1. Il Messaggio:

Se le storie d’amore vi hanno stufato, ma non sapete rinunciare ad una dose di buoni sentimenti e drammi a lieto fine, questa è proprio la pellicola che fa per voi. Gifted – Il dono del talento, infatti,  è tutto ciò che si può chiedere ad un film d’amore, senza, però, quella smielata retorica del “e non ci lasceremo mai, abbiamo troppe cose insieme” – come cantavano Wess e Dori Ghezzi – . Una storia semplice che ci fa apprezzare la bellezza dei valori tradizionali, traslandoli in una vicenda non del tutto convenzionale: è, infatti, un uomo single e non avvezzo al contatto con i bambini a prendersi cura della piccola Mary e a diventare per lei il padre e la madre che, purtroppo, non ha più. Insomma, un racconto che lancia dei messaggi di profondo amore, indagato in tutte le sue sfaccettature, in cui, più che indugiare sul geniale talento della bambina, si esplora il suo animo e le relazioni familiari in cui ella diviene, suo malgrado, oggetto del contendere.

Una tragicommedia, che ci apre ad un mondo dove l’amore e la famiglia non si fermano al bianco e nero, ma si mostrano in tutte le loro sfumature, ponendo attenzione soprattutto alle zone grigie che, molto spesso, vengono completamente livellate da un’industria cinematografica interessata al facile incasso e non al messaggio trasmesso. Una storia anormale, in cui il vero dono -si vedrà- è quello di avere qualcuno al proprio fianco che ci rispetti per ciò che siamo e ci accetti senza compromessi, cambiandoci per sempre la vita, come Mary fa con Frank, e migliorandoci le giornate. Una storia, dunque, a cui siamo tutti chiamati a prendere parte!

Perciò, non ci resta che affrettarci e andare al cinema a vedere Gifted – Il dono del talento, ancora per poco nelle sale di tutta Italia. E, mi raccomando, portate con molti fazzolettini,  il rischio di commozione, vi avverto, è davvero elevato.

Gifted

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