Autore: Mary Shelley
Titolo originale: Frankenstein or the Modern Prometheus
Genere: horror, gotico, fantascientifico
Ambientazione: Inghilterra, Svizzera
Anno di pubblicazione: 1814

Un viaggio tortuoso nei freddi mari del nord è l’inizio della storia dell’orrore più famosa di sempre. A intraprenderlo è Richard Walton, un amante dell’avventura per cui l’impresa è una vera sfida contro se stesso. Nel corso del suo peregrinare si sarebbe aspettato ogni sorta di pericolo e difficoltà, ma quel che gli accade va ben oltre la sua immaginazione. Un giorno, mentre la nave è ferma, circondata dal ghiaccio, un uomo sale a bordo dopo aver vagato a bordo di una zattera: è il dottor Victor Frankeinstein, che porta con sé la sua storia straordinaria.
Walton prova immediatamente un affetto per il nuovo arrivato, quest’uomo così tormentato, pieno di rimorsi, schiacciato sotto il peso del suo fardello. Sinceramente preoccupato per colui che ormai considera un amico, Walton chiede a Frankeinstein di raccontargli il suo passato e lui acconsente a condividere con gli altri quell’ossessione che lo ha portato alla rovina.

Frankenstein viene da una famiglia benestante svizzera e conduce i suoi studi ad Oxford, Inghiterra. Fin da piccolo è una persona curiosa e avida di sapere, ma ciò che più lo appassiona è la filosofia naturale. Durante il suo studio meticoloso c’è qualcosa che lo colpisce in modo particolare, diventando per lui un’ossessione: il desiderio di animare la materia morta. Rinchiuso nel suo laboratorio isolato dal mondo, Frankenstein lavora giorno e notte al suo progetto, che diventa per lui una ragione di vita. Tentativi estenuanti si susseguono ed ogni fallimento è un stimolo a fare di più, fino a che, un giorno, la creatura apre agli occhi: l’essere è vivo, senziente, si muove e si guarda intorno. Il lavoro è ultimato, ma Frankenstein non è contento, perché si rende conto di aver creato un mostro, sebbene abbia assemblato i pezzi secondo il criterio della bellezza. Fugge dal laboratorio lasciando la creatura in libertà, come per trovare nella lontananza un sollievo al tormento che si è procurato da solo. Ma il mostro non abbandona mai l’animo di Frankenstein, perché la sua mente va sempre lì, al suo peccato, e la creatura, che segue ostinatamente il suo creatore, gli appare più volte dinanzi, alla luce di un fulmine o nel bel mezzo di una montagna. Abbandonata a se stessa, la creatura esplora il mondo da sola. I colori e la natura sono per lei la gioia più grande, è un essere pieno di buoni sentimenti ma anche di tante domande: chi sono? Cosa sono? Da dove provengo? Dove sono diretto? Perché non ho ricordi, non ho passato? La gente la evita e la disprezza per il suo aspetto fisico e lei stessa ne è spaventata quando una volta si vede riflessa nell’acqua. La creatura si sente sola, vorrebbe un amico, qualcuno da amare e da cui essere amata. Vorrebbe vivere in mezzo agli uomini, ma è costretta a vagare per i boschi di notte, senza farsi vedere. Odiata e sola, i suoi sentimenti benevoli lasciano spazio al desiderio di vendetta, di fare del male, e la prima vittima del suo odio cieco è un parente di Frankenstein, il padrone che gli ha voltato per primo le spalle. Il mostro ha una sola richiesta per il suo creatore per mettere fine ai suoi crimini efferati: una compagna come lui con cui condividere l’esistenza. Come si comporterà Frankenstein? Sarà così sconsiderato da sguinzagliare un altro mostro in giro per il mondo?

“Frankenstein o il Moderno Prometeo”, scrive la Shelley sulla copertina del suo romanzo, un titolo fondamentale per comprendere il significato dell’opera. Così come Prometeo, figura della mitologia greca, si ribellava all’autorità e alle imposizioni, così il dottor Frankenstein si ribella alle leggi della natura. Da sempre l’uomo vuole sconvolgere l’ordine naturale delle cose e imporne uno che corrisponda ai suoi desideri: annullare la morte, debellare la malattia, raggiungere la giovinezza eterna. Ci sono i dii e ci sono gli uomini, ma spesso e volentieri accade che gli uomini giochino a fare Dio, e le conseguenze di ciò sono terribili e irreparabili. È quello che succede a Frankenstein, che sprofonda nell’angoscia di non poter tornare indietro per cambiare le cose, destinato a vivere assistendo ai crimini del mostro che lui stesso ha creato; una storia esemplare per tutti coloro che vogliono sfidare i limiti della natura. Una storia che risale a un secolo fa, ma estremamente moderna in un’epoca in cui la scienza avanza inarrestabilmente e vorrebbe invertire l’ordine naturale delle cose. Una storia di fantasia, ma che trae ispirazione da fatti realmente accaduti.

Un romanzo a tre voci, quello di Mary Shelley: le voci di Richard Walton, di Victor Frankenstein e della sua creatura. Apparentemente distanti, i personaggi della storia sono caratterizzati dal medesimo tormento: Frankenstein, con i suoi rimorsi e sensi di colpa e il mostro, con la sua solitudine, odio e infine pentimento. Tutti quanti vivono un’inquietudine tangibile sfiorando le pagine del romanzo e noi stessi empaticamente cominciamo a soffrire insieme ai personaggi, a prendere le parti prima dell’uno e poi dell’altro. Ben più che una semplice storia di terrore, una storia di disperazione, di oppressione e, infine, di liberazione.

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La Redazione

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