Tante volte nella nostra vita abbiamo ascoltato discorsi sull’essere e sull’apparire, soprattutto in relazione ai comportamenti delle persone nelle diverse situazioni quotidiane.

Un tema, questo, che è stato al centro dell’analisi pirandelliana della società, fatta di persone indossanti “maschere” per ogni circostanza di vita e per questo dimentiche, spesso, della loro vera natura al di là del  ruolo da ricoprire.

La dicotomia tra realtà e apparenza, però, ha coinvolto da sempre la filosofia che si è posta il problema in maniera molto differente in relazione ai diversi pensatori e alle diverse epoche, affrontando la questione principalmente  da un punto di vista ontologico(2*) e solo successivamente etico.

Nella Critica della ragion pura di Immanuel Kant, l’autore ci presenta la differenza come essenziale sul piano della conoscenza, ovvero per capire cosa realmente possiamo conoscere e cosa invece non è altro che pura illusione,  invenzione di una mente a cui piace andare oltre i propri limiti. Il filosofo introduce il concetto di fenomeno e noumeno, intendendo con il primo la realtà quale appare alla nostra percezione sensibile e con il secondo ciò che invece, sfuggendo a quest’ultima, può soltanto essere pensato e, di conseguenza, non realmente conosciuto. Kant ci dice che la scienza si fonda proprio sul fenomeno, in quanto solo ciò che ricade nei limiti dell’esperienza può avere validità certa per il soggetto conoscente ed essere quindi universale e necessario (3*).

Oltre, però, questo ambito fenomenico troviamo il noumeno come cosa in se, la natura profonda di tutti quei fenomeni che i nostri sensi non riescono a cogliere ma che Kant non  può non considerare. Come infatti dirà nella Critica suddetta, alla ragione piace muoversi nell’incondizionato e produrre quelle idee tipiche della metafisica quali l’anima, il mondo e Dio. Saranno proprio queste idee ad essere criticate da Kant nell’ultima parte della Critica della ragion pura quali oggetti di una speculazione non scientifica, perché prive appunto di un sostegno empirico.

1* gnoseologia: teoria della conoscenza, di ciò che all’uomo è possibile conoscere e d entro quali limiti

2* ontologico: relativo all’Essere in generale

3* necessario: inevitabile, si dice di ciò che  è e non può essere altrimenti dal modo in cui esiste

 

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mario manzi

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