Una mostra dedicata al genio creativo del fumettista italiano famoso in tutto il mondo per le sue donne e i suoi disegni: Milo Manara.

Dopo minuziosi e accurati restauri, ha riaperto il settecentesco Palazzo Pallavicini, sito nel cuore della città di Bologna. Come evento inaugurale la Pallavicini s.r.l., società che gestisce il Palazzo, ha organizzato una mostra dedicata ad uno dei disegnatori italiani più famosi in tutto il mondo, Milo Manara: Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara.

Ma chi è Milo Manara?

Milo Manara nasce a Luson, in provincia di Bolzano, il 12 settembre 1945. Fin dall’adolescenza, un po’ per passione, un po’ per il desiderio di essere indipendente, inizia a lavorare realizzando pannelli decorativi su commissione.

Seguendo le sue doti, Manara si diploma al liceo artistico per frequentare poi la Facoltà di Architettura a Venezia. Approda dallo scultore Miguel Berrocal, dove diventa assistente. Grazie alla moglie di Berrocal, Manara scopre il fumetto. Poco dopo lascia l’Università. Viene da subito affascinato da quella che viene definita “la nona arte”, un po’ per la sua produzione in serie che si discosta dal comune concetto di arte, un po’ per la leggerezza dei prezzi che gli permette di avvicinarsi al pubblico in maniera semplice.

Grazie al fumetto, Milo Manara crede di aver trovato un modo per poter far parte della società. Ce lo racconta attraverso una delle sue citazioni trovabili sul suo Website: “Disegno per raccontare storie, disegno per professione, disegno per gioco, disegno per passione: insomma disegno perché appartengo al genere umano e non posso farne a meno”.

Dunque, ecco il ruolo che ricopre il fumetto nella sua vita: il suo tutto!

Il suo primo grande successo è degli anni ’70, Genius, attraverso cui si presenta come autore di storie erotico – poliziesche. Dell’eros fa il leitmotiv del suo operato. Le sue donne hanno lasciato un segno nelle menti di molti, soprattutto degli uomini.

La sua carriera artistica, in continua ascesa, vede numerose collaborazioni, quali Giuseppe Bergman, Hugo Pratt, Fellini, Marvel Comics, Puccini e altri.

Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara

La mostra, dedicata a Milo Manara nell’occasione della riapertura di Palazzo Pallavicini, è stata inaugurata lo scorso 22 settembre e rimarrà aperta fino al prossimo 21 gennaio 2018. A cura di Claudio Curcio e in collaborazione con Comicon, Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara propone ben 130 opere del fumettista divise in sette sezioni.

Manara, idolo indiscusso di tutto l’immaginario maschile, offre al pubblico opere selezionate per la visione da parte di famiglie. Gli hentai dell’autore non sono esposti, ma le figure cariche di erotismo “pulito” non vengono nascoste. Che Manara sarebbe altrimenti?

Il fumettista ha permesso alla mostra di esibire in pubblico un’anteprima del secondo volume dedicato al Caravaggio, ancora non pubblicato. Tra le opere ammirabili è possibile osservare anche le illustrazioni ispirate ai testi di Shakespeare e quelle realizzate per la celebraziona del 25° anniversario della nascita di W. A. Mozart.

Ci sono disegni dedicati a personaggi di spicco sul panorama italiano, come quello per Benigni, Dalla e altri. Un’intera sezione viene riservata agli acquerelli che ha dipinto Manara nel 2016 in occasione di un’asta per beneficenza. Soggetto dei capolavori è Brigitte Bardot. Proprio ad uno di questi, tra l’altro, è stata ispirata la statua di bronzo eretta davanti alla Gendarmerie a Saint-Tropez, trasformata in Museo del Cinema, per celebrare l’83° compleanno della diva.

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