Si è chiusa l’edizione 2017 degli Emmy con The Handmaid’s Tale e Big Little Lies che hanno fatto incetta di statuette alla notte degli Oscar televisivi, segnando questa come l’edizione delle donne e di altre nuove storiche vittorie.

Vince un’America diversa agli Emmy 2017, diversa perché, con buona pace del presidente Trump, le protagoniste vere della serata sono state le donne, tutte premiate per personaggi femminili di spessore, forti, coraggiose. A partire dalla stessa Elisabeth Moss che si è portata a casa la statuetta come miglior attrice protagonista di una serie drammatica. Protagonista la Moss di una serie diventata quanto mai attuale. Il romanzo distopico “Il canto dell’ancella” di Margaret Atwwod da cui è tratto The Handmaid’s Tale si concentra sullo sfruttamento del corpo della donna che, nella società maschilista in cui è ambientato il romanzo, ha il solo compito di partorire figli e occuparsi della casa. Non un’America molto diversa da quella attuale, dove l’aborto non è più coperto dalle assicurazioni sanitarie e in alcuni stati, come il Texas, dove è quasi stato messo al bando.

E non è un caso allora che a stra-vincere sia stata proprio la serie targata Hulu, diventata fin dalla prima messa in onda un simbolo di protesta per le femministe statunitensi – tanto che in alcuni stati delle manifestanti si sono presentate nei rispettivi congressi per protestare contro le leggi anti abortiste proprio con gli abiti di scena della serie. Di fatto, ancora una volta in un evento dello show biz, il protagonista in negativo della serata è stato proprio il presidente Trump. Come fu per gli Oscar il mondo di Hollywood, dal cinema alla televisione, si pone contro il presidente che in fatto di diritti delle donne e minoranze mostra opinioni al quanto controverse e politiche non adatte alle attuali condizioni del paese.

Così si spiegano il successo delle donne e degli show con personaggi estremamente forti e la premiazione della scorsa notte non ha fatto altro che evidenziare le scelte della popolazione statunitense; e allora ecco i premi a Nicole Kidman, Big Little Lies (serie che parla della violenza domestica), Julia Louis-Dreyfus per Veep e poi Kate McKinnon (attrice comica del Saturday Night Live) e Lena Waithe prima donna afro-americana a portare a casa la statuetta per la sceneggiatura di Master of None scritta insieme ad Aziz Ansari. E poi nuove storiche vittorie per soprattutto per le minoranze; oltre ai già citati Waithe e Ansari, con la sua vittoria Sterling K. Brown (miglior attore protagonista per una serie drama) è il primo attore afro americano a portare a casa la statuetta in questa categoria dai tempi di Andre Braugher nel 1998. E, infine, Riz Ahmed’s protagonista di The Night Of che è diventato il primo attore indiano di sempre a vincere un Emmy.

Piccola nota a margine ancora per The Handmaid’s Tale che è la serie tv di una piattaforma streaming a vincere un Emmy come miglior serie, quelli di Netflix dovranno farsene una ragione.

A proposito dell'autore

Anna Maddalena Peluso
Caporedattore del We Smile e Autore della sezione Serie tv

Nolana di nascita, da qualche tempo romana. Ingorda di serie tv, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Sta meglio in acqua che sulla terra ferma. Un giorno spera di poter fare della scrittura il suo lavoro. In cerca di qualcosa

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