Benvenuti a “Chiraq” la vera anima di Chicago

Non mi piaceva questa storia del “Chiraq”. Non mi piaceva questa storia del paragonare una città pacifica, che si trova in un Paese che si profetizza patria della democrazia, con un nome a metà strada tra l’originale e un richiamo a quei paesi che sono da decenni colpiti da guerre civili, oltre a scontri esterni. Non mi piaceva e credevo che gli autori avessero inventato questa storia. Invece purtroppo non è così. Perché di Chiraq si parla già da tempo. Se ne parla talmente tanto che la parola è entrata anche nell’urban dictionary. Con Chiraq si ci riferisce ovviamente a Chicago, ma soprattutto alla sua storia di violenza, guerre tra bande e omicidi. Tutto questo trasforma quella città che a noi sembra meravigliosa, come una delle più pericolose degli USA.

Una volta capita questa cosa, la visione sul gioco degli autori cambia. Perché ci si rende conto ancora una volta e più che mai che Derek Haas e Michael Brandt stanno facendo un ottimo lavoro. Più di Fire, più di Med (e probabilmente più di Justice) Chicago PD è la serie del franchise che più di ogni altra ha saputo scoprire e raccontare l’anima della città. Perché lo scontro tra bande è quanto mai vivo in quella città.

Quello che fa più male di tutta questa storia? E’ realizzare che il colpevole è un ragazzino. E ancor più rendersi conto che nella realtà dei fatti una cosa del genere non solo potrebbe succedere, ma che il colpevole potrebbe essere veramente un ragazzino.

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Chicago PD 4×04; gli autori e qui richiami alla realtà che ci circonda

Diventa da brividi quindi, il richiamo agli attentati terroristici di Nizza con la macchina che dal marciapiede comincia ad investire le persone e con quel ragazzino che mentre guida spara anche. Diventa da brividi il riferimento al Bataclan. Perché far iniziare l’episodio proprio al The Riviera Theater non è stato un caso. Si tratta infatti di un teatro che ospita per lo più concerti (tra l’altro se qualcuno fosse a Chicago il 4 novembre al The Riviera ho scoperto ci sarà un concerto dei Good Charlotte) e allora la mente non può che tornare a quella notte.

Bravi gli autori come sempre a trovare il modo di giocare con i nostri sentimenti. E soprattutto con le nostre menti!

Chicago PD 4X04: dal “Maybe one day” alla convivenza il passo è (quasi) breve!

Ve lo ricordate il “Maybe one day” di Erin nella seconda stagione? Se non ve lo ricordate fate male, perché è da lì che sono nati i Linstead. Una cena di ex compagni fu il pretesto per la prima uscita Linstead; Erin trascinò Jay inventando tutta una storia sulla loro all’epoca finta relazione. La cena saltò, ma l’uscita no e a fine serata Jay ci provò in tutti i modi con Erin. Lei lo respinse con quel “maybe one day” che ci fece subito partire la ship e capire che tra quei due personaggi c’era tanto in gioco.

Di acqua sotto i ponti ne è passata e tra varie peripezie i due arrivano alla convivenza. Sono belli insieme e non si capisce perché poi alla messa in onda taglino le loro scene. Non l’avessero tagliata tutti avremmo saputo fin da subito che Jay pensa già a come sarà la loro vita da qui a 20 anni!

Il passo non è stato facile soprattutto per Erin e succederà qualcosa perché Haas è come Shonda. Me li immagino la sera che si chiamano o il sabato che vanno a fare aperitivo e decidono quale catastrofe far capitare ai personaggi più amati, alle coppie più amate. Ed Erin e Jay sono la coppia più amata. Anzi sono proprio l’unica coppia visto che l’altra del distretto è scoppiata.

Però su una cosa Erin aveva ragione; Adam Ruzek (per quanto io ti ami) non è proprio la persona più adatta a dare consigli sentimentali!

[Infatti Adam che è successo?]

Chicago PD 4X04; la decisione di Antonio [SPOILER]

Almeno ci daranno il tempo di dirgli addio. Antonio mancherà tanto all’intelligence non si può nascondere questa cosa, però mi è piaciuta l’idea degli autori di preparare la sua uscita. Quelle frasi lanciate lì nei discorsi di Dawson erano calcolate. Quei “ne ho viste troppe” dopo l’ennensima sparatoria dell’episodio altro non erano che il preludio al suo passaggio in Justice.

Chicago PD 4X04; bella prova Atwater

Per una volta promuoviamolo questo ragazzone qui. La verità è che il suo potrebbe essere un bel personaggio, come ha dimostrato questo episodio, se solo gli autori gli facessero fare qualcosa!

Kevin non solo è l’unico poliziotto di colore della squadra, quindi quell’arma in più all’occorrenza. Ma è anche e soprattutto il simbolo del ragazzo che ce l’ha fatta. Lui più di tutti lì conosce le strade, quel quartiere e la guerra tra bande non a caso proprio lui in questo episodio è stato particolare protagonista.

Lui è quell’uno su mille che ce la fa. A stare lontano dalle bande e dalla criminalità, ad essere abbastanza forte da resistere, costruirsi un futuro diverso e tenere lontano il fratello dalla cattiva strada.

Bello chiudere con lui che guida tra le strade di quel quartiere alla fine di una giornata in cui si è evitata una guerra. Bello chiudere con uno spaccato della sua storia.

Voto 8 1/2

 

 

A proposito dell'autore

Anna Maddalena Peluso
Caporedattore del We Smile e Autore della sezione Serie tv

Nolana di nascita, da qualche tempo romana. Ingorda di serie tv, discreta lettrice, amante del nuoto. In generale? Sta meglio in acqua che sulla terra ferma. Un giorno spera di poter fare della scrittura il suo lavoro. In cerca di qualcosa

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