Manca una settimana esatta al rilascio su Netflix della prima stagione di Iron First, ergo continua la nostra maratona del weekend tra le serie Marvel prodotte dal colosso streaming. Settimana scorsa abbiamo consigliato Jessica Jones, per questo weekend ci sembra opportuno continuare con Luke Cage.

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Luke Cage è il primo personaggio afroamericano nel mondo Marvel a guadagnarsi una sua serie personale di fumetti e anche il primo ad ottenere uno show. Pare che il 2016 sia stato l’anno degli afroamericani e Luke Cage con la cultura afro ha molto a che fare; prima di tutto per Harlem, il quartiere di Manhattan cuore delle vicende, che è notoriamente il centro culturale in città per la comunità afroamericana. Ma anche per il cast che è sicuramente uno dei motivi per cui questa serie merita di essere recuperata. A partire dai meno conosciuti, ma comunque volti noti soprattutto del piccolo schermo, Theo Rossi, Alfre Woodard e Ron Cephas Jones (che nell’ultimo anno si è fatto amare soprattutto per il ruolo di William in This is us), la solita Rosario Dawson che veste ancora una volta i panni dell’infermiera dei supereroi Claire. Ma soprattutto per Mike Colter che interpreta Luke Cage facendone una splendida messa in scena e uno dei tanti cattivi Cottonmouth i cui panni sono stati vestiti da un meraviglioso Mahershala Ali, primo afroamericano di fede musulmana a vincere un premio Oscar. Senza contare che Colter è cugino di Viola Davis. Curiosi casi di strade che si incrociano.

Ma interpretazione di Colter a parte, il personaggio di Luke Cage è uno di quelli dalla psiche così controversa da (at)tirarti nel suo spazio sicuro con la voglia di non uscirne più. Fisicamente forte tanto quanto psicologicamente fragile. L’eroe che salva Harlem ma che ha anche bisogno di essere salvato. Insomma, un perfetto eroe dei nostri tempi.

A differenza delle altre serie del duo Marvel/Netflix fino ad ora prodotte, Luke Cage è la prima che ti fa vivere la strada, quindi Harlem, con le sue grandi street e vicoli malfamati, e questo è sicuramente uno dei motivi per cui questa serie piace. Sarà per la cultura afro e quel bisogno di riscatto che in questi anni sta tornando prepotentemente nelle comunità di tutte le città statunitensi, ma che sia al Pop’s o al Paradise (la cui scenografia si ispira a locali realmente esistenti nel quartiere) Luke Cage mostra la Harlem odierna, reale e meno fittizia della Hell’s Kitchen di DareDevil e Jessica Jones, il che rende la serie un prodotto socialmente consapevole.

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Tredici episodi da divorare. Buon binge watching e soprattutto black coffe per tutti!

 

A proposito dell'autore

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Fondatrice del portale wesmile.it, crea questa realtà per condividere con voi la sua passione per la cultura e le 7 arti ma soprattutto per le serie tv, amore che ha coltivato sin da piccola grazie alla mitica mamma che ogni sera accendeva la tv per vedere E.R su Rai due.

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