Ridere costituisce probabilmente una delle azioni più caratteristiche dell’essere umano.Di ciò era pienamente consapevole il filosofo francese Henri Bergson.

Il filoso francese nel saggio Il riso, scriveva che non può esservi comicità al di fuori dell’ambito strettamente umano.Potremmo ridere, dunque, di un uomo dagli abiti stravaganti o magari dei comportamenti di un animale ma solo perché in essi ritroviamo tratti tipicamente umani; solo l’uomo quindi può “far” ridere e di certo non si riderebbe mai di un paesaggio, brutto o bello che sia.La risata, inoltre, ha una caratteristica peculiare: essa sorge da una sorta di sospensione della sensibilità nei confronti dell’uomo. Non si può infatti ridere di una persona che si compatisce e nemico del riso, scrive Bergson, è appunto l’emozione.

Altra importante caratteristica della risata è la sua natura sociale: il comico insorge nel momento in cui un gruppo di uomini pone la propria attenzione su uno di loro, mettendo a tacere la propria sensibilità e utilizzando solo l’intelletto. Il riso, quindi, ha la funzione di fortificare le relazioni sociali, avvicina gli uomini e consolida la loro unione; esso non è considerato nel suo lato denigratorio ma solo come un fenomeno con una precisa utilità, ovvero intaccare tutte le forme di irrigidimento contro la vita sociale. Vivere in società significa adattarsi continuamente ai nostri simili, essere agili ed elastici nel districarsi tra le varie situazioni che ci si presentano e che non potrebbero essere gestite opportunamente da schemi rigidi ed automatici che il riso, puntualmente, viene a smorzare.

Mario Manzi

A proposito dell'autore

mario manzi

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.