Alias Grace, la miniserie tratta dal romanzo di Margaret Atwood, convince e conquista lo spettatore portando alla scoperta della mente di un’assassina.

Che sia l’anno d’oro di Margaret Atwood ormai non può essere messo in discussione. Dopo il grande successo di The Handmaid’s Tale, serie dell’anno tratta da un suo romanzo, Netflix torna a far parlare della scrittrice con una miniserie in sei episodi – disponibile dallo scorso 3 novembre sulla piattaforma streaming – ispirata al romanzo Alias Grace, appunto, che immagina lo scambio epistolare tra Grace Marks, condannata e rinchiusa in carcere per aver commesso due omicidi, e il suo psicologo il dottor Simon Jordan.

La trama, tanto dello show quanto del libro, ma anche della storia vera, racconta la vita di Grace Marks irlandese di nascita e trapiantata all’età di 11 anni in Canada insieme alla sua famiglia. Il distacco dal nucleo familiare avviene in breve tempo per necessità e Grace comincia a prestare servizio in case di famiglie borghesi fino ad approdare nella fattoria del Sig. Kinnear. È lì che, nel giro di poco tempo, si consumano due efferati delitti, omicidi per i quali Grace Marks fu processata e condannata, ma non a morte, nonostante la legge prevedesse la pena capitale, perché considerata incapace di intendere e di volere al momento degli omicidi.

L’unico ritratto della vera Grace Marks. L’immagine accanto ritrae James McDermott anche lui arrestato per gli omicidi

Ed è proprio questo il fulcro intorno a cui gira tutta la serie, la psicologia ingenua e contorta di Grace e il disperato tentativo, ad un certo punto, da parte del suo psicologo di riuscire a determinare senza ogni ragionevole dubbio l’innocenza della Marks. Una serie che è un continuo flashback nei ricordi della giovane e che alla fine conquista lo spettatore che si scopre un po’ come dr. Jordan e assume come sua la missione di scoprire quando e come Grace Marks sia arrivata ad un punto di rottura, a quel confine di non ritorno che l’ha poi portata ad ammazzare il Sig. Kinnear e la sua capo governante, la Sig.na Nancy Montgomery.

Un thriller psicologico ambientato in un’epoca in cui la psicologia umana era ancora sconosciuta, prima insomma che Freud riuscisse a dare qualche risposta alle tante domande. Di fatto il percorso verso la scoperta della verità è fatto a tentoni, un continuo provare di metodi e tecniche innovative ed eccentriche per l’epoca per riuscire a determinare la colpevolezza o meno della giovane.

Una serie che fino all’ultimo minuto dell’ultimo episodio, anche quando la verità si è ormai palesata complice anche un plot twist, se veramente così si può definire risultato forse di un eccessivo romanzare la storia, che insinua il dubbio e allo stesso tempo prova a trovare un modo per discolpare Grace, lasciando nella mente dello spettatore un grande punto interrogativo: “Ma è stata veramente Grace?”

Immagine correlata

La serie è bella e ben scritta grazie al lavoro di Sarah Polley, la regia eccellente che trasporta chi guarda Alias Grace sui luoghi in cui la scena è in azione, tutto merito di Mary Harron. E poi il cast tutto all’altezza del compito, ma con una nota di merito e non poteva che essere così per Sarah Gadon che interpreta la pluriomicida.

Il pensiero però non può che volare a The Handmaid’s Tale, vuoi per il successo di pubblico e critica, vuoi per gli effettivi premi che la serie si è portata a casa. E allora – dovute premesse a parte e cioè che ci troviamo di fronte a due storie completamente differenti ambiente in epoche diverse e che in comune hanno solo l’autrice del romanzo, quel tono distopico e una ostilità nei confronti della donna considerata utile solo al mantenimento della specie – Alias Grace è allo stesso livello di The Handmaid’s Tale? Onestamente no, qualcosa è mancato difficile però dire cosa.

Siamo di fronte ad una serie di qualità e di livello stratosferico che però non riesce ad eguagliare pienamente il lavoro che Hulu ha fatto con il Canto dell’Ancella. Forse semplicemente il livello di The Handmaid’s Tale non è ripetibile, non a caso quella è la serie dell’anno.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.