La storia di Hannah Baker è un successo, dapprima editoriale e poi seriale, raccontando i disagi adolescenziali e le “13 reasons why” per cui la ragazza ha compiuto il suicidio.

13. Le ragioni che hanno spinto Hannah Baker, diciassettene studentessa al liceo, a togliersi la vita. La famiglia, i compagni di scuola e gli amici non sanno spiegarsi il perché di un gesto così estremo, fino a che ricevono per posta delle audio cassette sulle quali è registrata proprio la voce di Hannah Baker, che, dall’oltretomba, gli dice:

“Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.”

La scelta delle audiocassette non è casuale, in una modernità fatta di smartphone e social media: Hannah Baker vuole intenzionalmente complicare le cose ai suoi ascoltatori, rendendogli difficile sia ascoltare che non ascoltare le sue cassette.

Tra coloro che ricevono le audiocassette c’è Clay Jensen, il vero protagonista della storia, che non riesce a capire perché anche lui sia tra le 13 motivazioni che hanno spinto Hannah Baker, la ragazza per cui ha una cotta dal primo anno di liceo, al suicidio. E così che Clay, per una notte intera, ascolta i nastri recapitatigli da Hannah, ripercorrendo gli avvenimenti che hanno segnato la sua vita e che sveleranno tutto l’odio e l’umiliazione a cui era sottoposta la ragazza senza che nessuno se ne rendesse conto.

Il liceo è un inferno e “13 reasons why” ne è l’ennesima prova. Qui, però, i drammi del liceo sono amplificati dalla presenza pervasiva della tecnologia, che diventa uno strumento di umiliazione per le persone, svela fatti che si vorrebbero tenere nascosti o semplicemente manipola gli eventi e le coscienze. È così che Hannah Baker, una ragazza spensierata e sempre con il sorriso sulle labbra, diventa il bersaglio di tutta la scuola, soprattutto della parte maschile: “Hanna Baker è una facile”, “Hannah Baker è pazza”, “Hannah Baker è lesbica”, “Hannah Baker è un p*****a”. Sono tante le frasi che circolano su di lei e che, giorno dopo giorno, distruggono la sua reputazione. Hannah Baker diventa il giocattolo di tutti, qualcosa che può essere usato e gettato via a proprio piacimento, diventa la persona su cui tutti possono mettere bocca, perché tanto a nessun importa cosa lei provi davvero. E la violenza psicologica cede anche il passo a quella fisica, quando Hannah viene molestata in una maniera subdola e terribile: dal ragazzo che le afferra il sedere in un negozio d’alcolici o da quello che le mette spudoratamente una mano tra le gambe in un pub.

Tutti le voltano le spalle e si dimenticano di lei. Ed è così che, mentre i giorni passano e le umiliazioni crescono, la morte inizia a strizzare l’occhio ad Hannah Baker, attirandola a sé senza rimedio. Ma lei lascia un souvenir ai suoi aguzzini prima di suicidarsi, quelle audio cassette su cui risuona la sua voce, mentre lei è già morta, una voce che rimbomba nelle orecchie in un’eco assordante e che la trasforma in uno spettro costante nelle vite dei suoi carnefici, per ricordargli continuamente i loro peccati.

Fenomeno editoriale e seriale, “13 reasons why” è una storia che spalanca le porte sui drammi dell’adolescenza, quella dimensione misteriosa dove tutti siamo passati, anche se a volte ce ne dimentichiamo, e che da adulti può sembrarci qualcosa di banale. Una dimensione in cui tutto è amplificato, in cui quelle cose che da adulti non ci sembrano troppo importanti in realtà contano, e in cui non si hanno i mezzi per affrontare ciò che ci succede. Una storia in cui la giovinezza si mostra davanti ai nostri occhi con tutti i suoi volti, anche i più crudeli.

“13 reasons why” (in Italia è edito da Mondadori, pp. 240, 10 €) è un romanzo di Jay Asher pubblicato nel 2007 e dal 31 marzo 2017 una serie originale Netflix. La storia di questa ragazza è un invito a scavare, a vedere oltre, a leggere tra le righe, perché anche dietro a un sorriso o a un apparenza di normalità potrebbe celarsi un disagio profondo, capace di culminare nel modo più tragico . Un monito a concentrarsi sul potere delle parole, a passarsi una mano sulla coscienza, perché nella vita di ognuno c’è stato qualcuno come Hannah Baker, anche se non tutti siamo riusciti a riconoscerlo.

Se Hannah Baker è rimasta indietro, cristallizzata nella sua adolescenza, noi siamo andati oltre, abbiamo abbattuto il muro della nostra adolescenza, ma siamo condannati a guardarci indietro, a rivedere chi eravamo, cosa abbiamo fatto e a riplasmare la nostra identità in base a quello. Perché alla fine il romanzo sembra proprio chiedere: anche tu sei uno dei tredici motivi di Hannah Baker?

A proposito dell'autore

Grazia Caputo
Autore della sezione Libri

Sono laureata in Scienze della comunicazione e studio Giornalismo alla Sapienza. Scrivo per il We smile fin dalla sua nascita . Mi piace leggere, scrivere e cucinare. Amo la natura e gli animali.

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.